Notizie live
Caricamento...
Cronaca

Quarticciolo, una rivolta contro la paura: le periferie meritano di più

01/06/2026 20:09 · Italo Lauro · 6 visualizzazioni
Scorri per leggere ↓

È tempo di alzare la voce. A Quarticciolo, uno dei tanti quartieri dimenticati di Roma, la Festa dell’Anpi si fa portatrice di un messaggio chiaro: le periferie non possono essere schiacciate sotto il peso di un modello securitario che alimenta solo paura e stigma. Quale futuro possiamo costruire se continuiamo a inseguire un’idea di sicurezza che vede nella repressione l’unica risposta ai problemi sociali?

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, i residenti di Quarticciolo hanno deciso di prendere in mano il loro destino, rivendicando il diritto a spazi di aggregazione e ad una sicurezza inclusiva, che promuova il dialogo invece di imporre il silenzio. La Festa dell’Anpi diventa così simbolo di una resistenza che vuole liberare la propria comunità dai pregiudizi e dalla marginalizzazione.

La politicizzazione del concetto di sicurezza è sotto gli occhi di tutti: le cronache continuano a raccontarci incidenti e situazioni di degrado, ma ci si dimentica spesso di analizzare a monte quali siano le vere cause di questi eventi. Parliamo di abbandono, disinvestimenti, mancanza di opportunità. La sfida non è solo contro il crimine, ma contro un sistema che fatica a integrare, a educare, a offrire alternative concrete.

In questo contesto, l’Anpi si erge a baluardo di una nuova visione: una società in cui le periferie siano protagoniste, e non solo teatri di repressione. La sfida è culturale e sociale, ma anche politica, perché senza il coinvolgimento delle istituzioni in manovre di reale inclusione, si rischia di condannare queste comunità a una spirale di isolamento e paura.

L’incontro a Quarticciolo ci ricorda che il dibattito sulla sicurezza deve essere aperto, inclusivo e costruttivo. Non possiamo permettere che la paura diventi l’unico criterio con cui governare le nostre città. E ora la domanda si fa cruciale: riusciremo a costruire un modello di sicurezza che non reprima ma valorizzi le nostre comunità? È una questione che riguarda tutti noi, e non possiamo più ignorarla.