Rientro a scuola più caro per le famiglie romane: i libri di testo pesano 673,60 euro a studente, con un aumento medio del 2,3% rispetto all’anno precedente.
La cifra è plastica: per un nucleo con due figli che vanno a scuola i costi si traducono in 1.347,20 euro soltanto per i testi. Non è un conto astratto, è una voce che si somma alle tasse scolastiche, ai materiali, e alle spese quotidiane che una famiglia affronta a Roma. Per chi si muove in città con mezzi pubblici o tra i Municipi, questa impennata significa spesso dover rimandare o rinunciare ad altre spese non obbligatorie.
Tra le prime voci a saltare quando il bilancio domestico si stringe ci sono attività extra-scolastiche: corsi di calcio, pallavolo, nuoto o palestra per i più piccoli. I genitori con cui abbiamo parlato in scuole e parchi raccontano di iscrizioni rinviate o di riduzioni nelle ore settimanali per abbattere costi. Il rischio per il tessuto cittadino è duplice: da una parte le famiglie pagano il conto, dall’altra le società sportive locali—molte a gestione dilettantistica—vedono ridursi le iscrizioni e quindi le risorse per mantenere istruttori e impianti.
Per limitare l’impatto sul portafoglio conviene muoversi per tempo e in modo pratico: valutare l’acquisto di volumi usati o di edizioni economiche, confrontare listini nelle librerie vicino a casa e online, partecipare ai gruppi di scambio e ai mercatini che nascono in molti quartieri. Le biblioteche comunali e le reti di solidarietà tra famiglie restano strumenti utili per alleggerire il conto. Prima di comprare tutto, controllare le adozioni e le effettive esigenze della scuola può evitare spese superflue.
Il Campidoglio e i Municipi sono chiamati a monitorare la situazione e a tenere aperti i canali informativi per chi cerca aiuti e agevolazioni per il diritto allo studio; intanto alle famiglie resta il compito pratico di riorganizzare il bilancio domestico senza far pagare ai ragazzi l’unico vero extra che spesso non si può tagliare: il tempo e il gioco, anche sportivo. In città, dunque, il caro-libri non è solo un problema di carta e inchiostro: è un fattore che potrebbe ridisegnare l’agenda dopo scuola di molti giovani romani.