«Gli attacchi sul web fanno danni enormi. L’AI ha complicato tutto», avverte Nunzia Ciardi, vicedirettore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. A Roma questa osservazione non resta astratta: quando la disinformazione corre sui social, i pendolari, i servizi e la macchina comunale ne pagano le conseguenze immediate.
Negli ultimi mesi le verifiche svolte dalla città e dalle aziende di trasporto hanno rilevato ondate di false segnalazioni su presunte interruzioni di linea, allarmi sanitari inesistenti e notizie contraddittorie su chiusure stradali. Gran parte di questo flusso nasce da profili automatizzati o da messaggi amplificati da algoritmi che pescano utenti già sensibili a certi contenuti, creando echo chamber difficili da spezzare. Il risultato è doppio: disorientamento per chi si sposta e perdita di fiducia verso canali istituzionali e servizi.
La novità preoccupante è l’introduzione massiccia dell’intelligenza artificiale nella produzione dei contenuti. Testi, audio e immagini generati automaticamente rendono più credibili le false notizie e facilitano la creazione di narrazioni coordinata su larga scala. Non si tratta solo di troll isolati: si vedono campagne che imitano stili locali, riproducono mappe, tabelle e avvisi che sembrano autentici, inducendo gli utenti a condividere senza verificare.
Per i romani la difesa passa anche da semplici pratiche quotidiane. Prima di condividere una notizia, vale la regola del minuto: cercare l’avviso sull’account ufficiale del Campidoglio, del Municipio o dell’azienda di trasporto; controllare l’URL; non aprire allegati o link sospetti; attivare l’autenticazione a due fattori sui propri account. Segnalare i contenuti ingannevoli alle piattaforme e alle autorità competenti aiuta a ridurne la diffusione.
Le istituzioni cittadine lavorano già su due fronti: potenziare i canali ufficiali di comunicazione e avviare campagne di alfabetizzazione digitale per i cittadini. A livello individuale, aggiornare dispositivi e app, limitare la condivisione impulsiva e verificare più fonti rimangono i rimedi più efficaci. In una città dove gli imprevisti sulla rete si traducono rapidamente in caos reale, la prudenza informata è la prima barriera contro i danni che la vicedirezione dell’Agenzia giudica «enormi».
