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Il custode del Viminale che bacchetta la piazza: restare e giudicare la grazia, scelta di forma più che di sostanza

Matteo Piantedosi|Il Custode chiude la partita sul rimpasto, sbarra la strada alla grazia per il gioielliere e mette in guardia dalla 'legittima difesa' versione Far West. Tutto molto composto: peccato che la politica continui a salutare spettacoli e raccolte firme invece di occuparsi dei problemi di chi paga le tasse.

Di Carlo Alberto De Rais2 Agosto 2026 - 16:211 ora fa 2 min di lettura
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Il custode del Viminale che bacchetta la piazza: restare e giudicare la grazia, scelta di forma più che di sostanza

Matteo Piantedosi|Il Custode ha deciso che resterà al Viminale e lo ha detto con la compostezza del burocrate che sa piacere ai talk show: «obbedisco finché mi dicono di rimanere». Tradotto per i non iniziati, significa che il governo potrà spostare pedine ma l’apparenza della stabilità resta intonsa. Nel frattempo il partito scalpita per il ritorno di Matteo Salvini|Il Capitano, e tra un tweet e una ricostruzione mediatica il centrodestra continua a confondere la piazza con l’agenda di governo. Questo miscuglio di orgoglio identitario e tattica interna produce più rumore che risultati concreti per chi vive la città e paga conti e tasse.

Grazia, leggi e raccattapubblicità

Sul caso Mario Roggero|Il Gioielliere, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi, Matteo Piantedosi|Il Custode ha messo un paletto che suona più come un vezzo istituzionale che come una presa di posizione politica: secondo lui non era opportuno sollecitare al Presidente un intervento di grazia. Detto in altre parole, invita a non trasformare il Quirinale in dispenser di consenso. Benissimo la forma, ma resta la sostanza: il centrodestra ha raccolto firme e ha fatto della vicenda una campagna. Qui sta la contraddizione: da un lato si chiede una compressione della funzione giudiziaria attraverso la pressione pubblica, dall’altro si propongono modifiche legislative che rischiano di spingere il diritto verso la giustizia privata. Il cittadino medio osserva e non distingue più chi lavora per la sicurezza reale da chi fa spettacolo politico.

Piantedosi|Il Custode ha poi messo in guardia dal «Far West» della legittima difesa, una frase che suona come ammonimento ma che lascia aperti troppi interrogativi: si possono rivedere tutele e risarcimenti, certo, ma senza trasformare la paura in regola. Nel frattempo Roberto Vannacci|Il Polemista continua a macinare video e slogan: la polemica trasforma tutto in marketing della rabbia, utile per la visibilità ma inutile per i problemi dei cittadini. È qui il punto: preferiamo ministri che si limitano a coordinare comunicati o vorremmo amministratori che, oltre a scegliere la forma giusta, si preoccupino davvero di sicurezza, prevenzione e servizi? Se il Viminale resta un palazzo di dichiarazioni e il resto del Paese resta senza risposte, la retorica non basterà a salvare né le città né la credibilità della politica.