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Ostia, l’accoltellamento per un monopattino mette a nudo il disastro delle balneari

L’aggressione a Ostia per un monopattino è l’ultimo episodio che conferma il fallimento delle misure di prevenzione sulle strade costiere: più pattuglie, illuminazione, telecamere e regole chiare per la micromobilità non possono più aspettare.

Di Redazione Digitale26 Agosto 2026 - 19:561 ora fa 2 min di lettura
Ostia, l’accoltellamento per un monopattino mette a nudo il disastro delle balneari

Un 30enne accoltellato a Ostia per il tentativo di sottrazione del suo monopattino: la vittima è stata ferita al volto e all’addome, e i carabinieri hanno aperto un’indagine. Questo episodio non è un caso isolato ma lo specchio di una prevenzione assente sulle balneari romane.

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Le strade che costeggiano il mare non sono solo luogo di passeggiate estive e abitudini da weekend: sono arterie cittadine con flussi di residenti, pendolari, turisti e lavoratori stagionali. Qui si incrociano monopattini, biciclette, auto e pedoni in spazi spesso pensati male e controllati poco. La micromobilità, ormai parte del paesaggio urbano, porta con sé il rischio concreto che chi è in sella diventi bersaglio facile per chi vuole rapinare in strada.

Il punto politico e operativo è semplice: le misure di prevenzione adottate finora hanno fallito. Non si tratta solo di aumentare la presenza delle forze dell’ordine — necessaria e urgente — ma di mettere insieme strumenti di polizia mirata, progettazione urbana e servizi. Più pattugliamenti serali e notturni coordinati tra carabinieri, polizia e polizia locale; telecamere puntate sui punti di maggior rischio; illuminazione pubblica efficiente; percorsi pedonali e ciclabili separati dove possibile. Senza questo mix, ogni intervento resta spot e la gente continua a sentirsi insicura.

Serve anche una risposta rapida del Campidoglio e dei Municipi: mappe dei punti critici, squadre mobili dedicate alle coste durante i weekend e l’estate, un protocollo con gli stabilimenti balneari per segnalare comportamenti sospetti, e una comunicazione chiara con i cittadini su come segnalare episodi e richiedere intervento. ATAC e servizi di trasporto serale possono collaborare per evitare che aree isolate diventino zone franche per la criminalità.

I romani chiedono e meritano di potersi muovere senza il timore di essere accoltellati per difendere un monopattino. Ciò passa anche da piccoli accorgimenti pratici: parcheggiare il mezzo in aree illuminate e trafficate, utilizzare sistemi di localizzazione e non lasciare accessori che ne facilitino il furto. Ma non possiamo lasciare tutta la responsabilità sulle spalle dei cittadini.

La sicurezza sulle balneari non è più rimandabile. L’aggressione di Ostia deve diventare il punto di partenza per un piano concreto: controlli mirati, interventi urbanistici immediati e coordinamento istituzionale. Solo così si può restituire quel tratto di città alla sua funzione pubblica, non a una cronaca che si ripete.