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«La bomba sotto la statua»: le rivelazioni degli esecutori riaprono il caso Ranucci

Gli esecutori dichiarano di aver trovato l'ordigno sotto la statua del Santo e di averlo ricevuto da un uomo identificato come Gomes in provincia di Avellino. La Procura verifica movimenti e responsabilità.

«La bomba sotto la statua»: le rivelazioni degli esecutori riaprono il caso Ranucci

«Trovammo la bomba sotto la statua del Santo», hanno detto gli esecutori ai magistrati. È la frase che ricompone, pezzo dopo pezzo, la cornice materiale dell’attentato che ha scosso la città e che ora riporta al centro dell’inchiesta la catena di passaggi che ha portato l’ordigno a Roma.

Nel verbale depositato in Procura, gli indagati riferiscono che l’ordigno sarebbe stato lasciato loro da un uomo identificato con il cognome Gomes, in un luogo della provincia di Avellino. La circostanza — dichiarata dagli stessi esecutori — sposta l’attenzione degli investigatori oltre i confini metropolitani e impone verifiche sui movimenti e sui contatti tra le due aree geografiche.

Il racconto contiene anche un episodio che gli inquirenti giudicano significativo: durante un sopralluogo preliminare, la vettura utilizzata dal gruppo si sarebbe guastata, costringendo i presunti complici a interrompere la ricognizione. Quel guasto, se confermato dalle verifiche tecniche e dai tracciati telefonici, può diventare un elemento utile a ricostruire tempistiche, itinerari e responsabilità.

La Procura procede ora su più fronti: riscontri tecnici sull’ordigno, analisi dei tabulati e approfondimenti sugli spostamenti nella provincia avellinese. Gli investigatori intendono chiarire non solo chi materialmente ha collocato la bomba, ma anche i passaggi logistici e la catena delle persone coinvolte nella fase di deposito e trasporto.

Per la città, la ricostruzione presentata dagli esecutori riaccende domande pratiche e politiche: come siano stati scelti i luoghi sensibili, quali controlli fossero attivi e se esistano responsabilità nella prevenzione. Al Campidoglio e nelle strutture preposte alla tutela dei monumenti e della sicurezza urbana sono attesi aggiornamenti dai magistrati e dai comandi di polizia impegnati nelle indagini.

Al momento non sono stati resi noti provvedimenti cautelari legati alle nuove dichiarazioni; gli accertamenti sulla presunta partecipazione di Gomes e sugli altri nomi emersi vanno avanti. Nei prossimi giorni la Procura comunicherà gli esiti delle perizie sull’ordigno e i riscontri tecnici che potranno confermare o smentire la versione fornita dagli esecutori.

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