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Pietralata, «terapie sperimentali» e false speranze: la denuncia della dottoressa Rotelli

Dopo la strage di Pietralata si moltiplicano offerte di cure non validate: la dottoressa Alice Rotelli parla di promesse ingannevoli rivolte a persone con disabilità, e chiede percorsi clinici trasparenti e tutela pubblica.

Pietralata, «terapie sperimentali» e false speranze: la denuncia della dottoressa Rotelli

A poche settimane dalla strage di Pietralata, la polemica sulle terapie sperimentali è esplosa: in un’intervista a Fanpage.it la dottoressa Alice Rotelli, chirurgo vascolare, parla di “marketing sui più fragili, solo false speranze”.

Secondo Rotelli, che sul territorio romano ha seguito pazienti con esiti di trauma e disabilità, la diffusione di protocolli non verificati segue logiche di attrazione mediatica più che di evidenza scientifica. «Sono proposte presentate con linguaggio tecnico e promesse di recuperi rapidi», spiega la professionista, «ma spesso non esistono dati clinici solidi a supporto e si chiede ai familiari di investire tempo e risorse su interventi sperimentali senza garanzie». Il rischio, sottolinea, è duplice: danno economico e aggravamento dello stato di salute per chi è già fragile.

Il caso di Pietralata ha reso la questione più visibile: famiglie e superstiti, disorientati dalla violenza subita, diventano obiettivo facilmente raggiungibile da campagne che sfruttano social e canali privati. Rotelli richiama alla prudenza e invita chi cerca soluzioni a consultare strutture pubbliche e centri accreditati prima di aderire a qualsiasi proposta terapeutica non riconosciuta. Le terapie sperimentali, nella pratica regolamentata, devono passare attraverso protocolli autorizzati e comitati etici; fuori da questi percorsi la certezza di beneficio è incerta, se non assente.

Allarme e inviti alla vigilanza arrivano anche sul piano civile e amministrativo: per gli esperti è necessario rafforzare l’informazione sul territorio, con iniziative dei servizi sanitari locali e dei Municipi per offrire ai familiari consulenze chiare e gratuite. Nel dibattito emerge la richiesta di monitoraggio delle offerte private che, con linguaggio professionale, possono sembrare legittime ma non superano i controlli richiesti per validare un trattamento.

Per i cittadini di Roma la raccomandazione pratica è semplice e diretta: prima di intraprendere percorsi non convenzionali chiedere un confronto con il proprio medico di base o con l’ASL, documentarsi sui centri autorizzati e, se si sospetta abuso o truffa, segnalare la situazione alle autorità competenti. Nel dopo strage, il tema non è solo clinico ma anche di tutela della dignità e della sicurezza delle persone più vulnerabili nella città.

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