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Ladispoli, furto da 80mila euro al negozio di carte: “Aiutateci”

Ladispoli, furto da 80mila euro al negozio di carte: “Aiutateci”

Non sono entrati in un negozio qualunque: dal Nena Store di Ladispoli sono state portate via carte Pokémon e One Piece per un valore stimato di circa 80mila euro. Per i titolari il colpo significa perdere merce, capitale e una parte del lavoro costruito negli anni.

Secondo quanto riportato da Fanpage Roma, due ladri avrebbero svaligiato l’attività, spingendo i proprietari a rivolgersi direttamente alla comunità degli appassionati. “Aiutateci, sono frutto di anni di lavoro”: è il senso dell’appello lanciato dopo il furto, accompagnato da una raccolta fondi per sostenere il negozio.

Il valore del bottino può sorprendere chi guarda alle carte collezionabili come a semplici oggetti per ragazzi. In realtà, alcune edizioni, rarità e condizioni di conservazione possono raggiungere quotazioni elevate, soprattutto in un mercato alimentato da collezionisti, scambi e vendite specializzate. La cifra indicata resta una stima e non equivale, da sola, a un valore certo di rivendita.

Proprio la possibile circolazione delle carte sul mercato rende la richiesta dei titolari particolarmente delicata. Chi dovesse ricevere proposte sospette o imbattersi in materiale riconducibile al negozio dovrebbe muoversi con prudenza e rivolgersi alle autorità, senza affrontare direttamente eventuali venditori e senza diffondere accuse non verificate.

Cosa sappiamo del furto al Nena Store

Il fatto noto riguarda un’incursione compiuta, secondo le informazioni disponibili, da due persone, con la sottrazione di carte Pokémon e One Piece dal negozio di Ladispoli. L’ammontare indicato è di circa 80mila euro. Non sono invece disponibili, sulla base degli elementi raccolti, dettagli verificati sull’orario preciso, sulle modalità di ingresso, sull’eventuale presenza di immagini di videosorveglianza o sugli sviluppi dell’indagine: questi aspetti restano da confermare.

È certo, invece, che i titolari hanno chiesto aiuto alla propria rete di clienti e appassionati e hanno avviato una raccolta fondi. Il caso mostra quanto una piccola attività possa essere esposta quando il suo magazzino contiene beni di alto valore concentrati in poco spazio. Ma pone anche una domanda concreta alla comunità: davanti a un’offerta troppo conveniente, prevale la voglia di fare un affare o la responsabilità di verificare da dove arriva quella merce?

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