Camera ardente Franca Valeri: tanti al Teatro Argentina per l’ultimo saluto

In tanti si sono presentati alla camera ardente allestita al Teatro Argentina per dare l’ultimo saluto a Franca Valeri. Proprio nel luogo dove aveva recitato per l’ultima volta, nel 2014, ne ‘L’imperatrice insaziabile’.

Accanto a Franca Valeri nella camera ardente la figlia adottiva Stefania Bonfadelli scortata da due agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Come spiega il vicesindaco della capitale Luca Bergamo: “Era stata lei stessa a chiedere di calcare le scene fino all’ultimo. Anche se era nata nel 1920 a Milano era romana d’adozione. Ma anche lei aveva da tempo adottato Roma”. Per sua volontà pochi i fiori. Meglio una donazione alle volontarie dell’Associazione animalista Franca Valeri Onlus.

Tra le corone del comune di Roma e del comune di Milano una pioggia di rose e orchidee da parte di Sophia Loren. “Ha chiamato lei personalmente per dirmi come le voleva”, racconta il fioraio. Poi i tanti amici. Urbano Barberini, l’ ultimo compagno di scena in tanti spettacoli: “Siamo un po’ tutti Franca Valeri. Quello che lei ha fatto ha cambiato il nostro modo di essere e di pensare. Le dobbiamo molto perché un popolo in grado di ridere di se stesso diventa un popolo più consapevole, più maturo, meno violento. Con lei iniziò la Rivoluzione degli educati”. Chi ricorda la sua scrittura come racconta Simona Marchini, insieme a Pino Strabioli: “Ci univano tante cose: il teatro, l’amore per la lirica, il gusto per la risata. Le sue cose erano così intelligenti, archetipiche, che spero le ripropongano più spesso”.

“Era una donna rivoluzionaria, campionessa assoluta di ironia in un momento storico in cui le donne in Italia potevano invece solo subire”, dice il presidente dell’Anica Francesco Rutelli. Sfilano e firmano tanti ammiratori. Ma anche Ninni Cutaia, Caspar Kapparoni, Leopoldo Mastelloni. “Quando le dissi vado a fare Domenica In con Magalli lei mi rispose: se non altro non ti contrasta fisicamente”, racconta ridendo Tullio Solenghi. Il Maestro Roberto Capucci: “Eravamo amici quasi da settant’anni. La vestivo da sempre. Anzi credo che ora indossi un mio abito marrone. Franca? Comica, drammatica, intelligente. Franca era davvero tutto”.

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