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Si sveglia il 16enne colpito dal fulmine sul Monte Livata: le condizioni e la ricostruzione dell’incidente

Il ragazzo di 16 anni, scout, si è risvegliato dopo dieci giorni di coma dopo essere stato colpito da un fulmine sul Monte Livata; permane il monitoraggio medico. Ricostruzione e consigli pratici per gli escursionisti.

Di Redazione Digitale18 Agosto 2026 - 16:3341 minuti fa 2 min di lettura
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Si sveglia il 16enne colpito dal fulmine sul Monte Livata: le condizioni e la ricostruzione dell’incidente

Si è svegliato dai medici il 16enne scout che era rimasto in coma per dieci giorni dopo essere stato colpito da un fulmine sul Monte Livata.

Il risveglio, avvenuto negli ultimi giorni, è stato definito dai sanitari come un passo importante: il ragazzo ha riaperto gli occhi e risponde agli stimoli, ma resta ricoverato e sotto stretto monitoraggio per valutare gli eventuali danni neurologici e cardiaci conseguenti all’impatto elettrico.

L’incidente è avvenuto durante un’escursione in altura con altri membri del gruppo scout. Improvvisamente è scoppiato un temporale: il giovane è stato investito dalla scarica atmosferica mentre si trovava all’esterno. I soccorsi sono intervenuti sul posto, hanno prestato le prime cure e hanno disposto il trasferimento in ospedale dove il ragazzo era stato indotto in coma farmacologico per stabilizzare le funzioni vitali.

Il quadro clinico dopo un colpo di fulmine può essere molto variabile: oltre alle ustioni, le scariche possono provocare alterazioni del ritmo cardiaco, danni neurologici temporanei o permanenti e altre complicazioni sistemiche. Proprio per questo i medici hanno scelto un approccio prudente, mantenendo il giovane sotto osservazione intensiva fino agli esami strumentali che permetteranno di definire i tempi e le modalità della riabilitazione.

La notizia del risveglio ha suscitato sollievo nella comunità scout e nei residenti delle zone montane, così come tra chi frequenta i sentieri dei Monti Simbruini. Rimane però alta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza in montagna: gli eventi meteorologici improvvisi rappresentano un rischio concreto, soprattutto per gruppi di giovani e scolaresche in escursione.

Per chi si muove in montagna valgono regole semplici ma decisive: controllare le previsioni meteo prima di partire, evitare i crinali e le creste con temporale in avvicinamento, cercare riparo in struttura chiusa o in aree non isolate, non sostare sotto alberi isolati né su massi esposti. In caso di emergenza è importante contattare immediatamente i numeri di soccorso e fornire coordinate precise della posizione per agevolare l’intervento.

La prognosi resta riservata e gli aggiornamenti dipenderanno dall’esito degli accertamenti medici nelle prossime ore e giorni. Intanto la famiglia e il gruppo scout attendono notizie con cauta speranza: il risveglio rappresenta già un primo segnale positivo dopo dieci giorni di attesa.