Potere al Popolo contesta il via libera definitivo al progetto dello stadio della Roma a Pietralata, approvato ieri nella conferenza dei servizi decisoria presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, e chiede la costruzione di «un’opposizione per la città pubblica e la sicurezza sociale».
Le critiche del movimento
Nel comunicato diffuso il 29 settembre 2026 il movimento politico definisce l’approvazione come l’ennesima dimostrazione dell’esistenza di un «partito unico del cemento e della speculazione», citando fra i protagonisti della festeggiata decisione il sindaco Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Francesco Rocca e il leader della Lega Matteo Salvini.
Secondo Potere al Popolo, la nomina a maggio 2026 del commissario straordinario di governo Sessa avrebbe accelerato i tempi e semplificato i processi decisionali, contribuendo a consolidare «un modello di governance antidemocratico della città» che il comunicato definisce «modello Giubileo».
Il movimento riporta le preoccupazioni degli abitanti del quartiere: la perdita di uno dei «polmoni verdi» del quadrante est, problemi alla circolazione con possibile impatto sull’accesso all’ospedale e il rischio di speculazione immobiliare che potrebbe portare all’espulsione di residenti storici di Pietralata.
«Quanto abbiamo visto con lo stadio della Roma è la più alta espressione di un modello di città, il modello Giubileo, che guarda solo agli interessi dei privati, lasciando indietro chi la città la abita» – si legge nel comunicato.
Il comunicato conclude con l’appello alla costruzione di «una reale opposizione per la città pubblica e la sicurezza sociale», proponendo la mobilitazione contro quel che definisce grandi opere utili alla speculazione e non alla vivibilità dei quartieri.
La notizia dell’autorizzazione è stata resa pubblica durante la conferenza dei servizi decisoria presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti; dalla comunicazione di Potere al Popolo emergono ora dichiarazioni di protesta e richieste di confronto politico e sociale.
