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Ranucci‑Lavitola, l’incontro senza cellulari e i conti aperti sui carbon credit

L'Antimafia ha segnalato nuovi elementi su rapporti e affari tra Lavitola e il giornalista Ranucci: un incontro senza cellulari, affari sui carbon credit e l'intervento dell'ex compagna che solleva dubbi. Ranucci sarà convocato in Procura tra fine mese e i primi di ottobre.

Ranucci‑Lavitola, l’incontro senza cellulari e i conti aperti sui carbon credit

Nuovi elementi dell’Antimafia riaprono il caso Ranucci‑Lavitola: il giornalista sarà convocato in Procura tra fine mese e i primi di ottobre per chiarire circostanze e movente dell’attentato.

Al centro dell’attenzione investigativa c’è un episodio che già circolava come particolare anomalo: l’incontro fra i due protagonisti sarebbe avvenuto senza cellulari. Per gli inquirenti quella circostanza non è un dettaglio banale ma la ragione per cui alcune tracce digitali mancano, complicando la ricostruzione dei contatti e dei passaggi informativi. In assenza di registri telefonici e chat, il lavoro si sposta su testimonianze, documenti cartacei e sui percorsi finanziari che legano le parti.

Tra gli aspetti che gli investigatori intendono chiarire figurano affari riconducibili ai carbon credit e il ruolo di intermediari che avrebbero facilitato trattative e pagamenti. L’interesse della magistratura è duplice: verificare l’eventuale natura economica degli scambi e capire se da quei rapporti possa essersi generato un movente credibile per un gesto violento. Di recente l’Antimafia ha ricevuto nuove segnalazioni che riaccendono il faro proprio su queste relazioni economiche e su soggetti terzi rimasti finora nell’ombra.

Un elemento che ha spinto a ulteriori approfondimenti è la documentazione trasmessa all’Antimafia dall’ex compagna dell’imprenditore, che ha sollevato dubbi sull’ampiezza e sulla natura dell’amicizia tra i due uomini. Questi materiali hanno indotto a considerare con maggiore attenzione contesti e passaggi finora non valutati a fondo, e a inserire nella ricostruzione la pista degli affari internazionali legati al mercato dei crediti di carbonio, dove flussi e intermediari possono celare interessi multipli.

La convocazione in Procura del giornalista servirà a mettere a fuoco circostanze ancora oscure: quando e perché l’incontro è avvenuto senza cellulari, quali trattative fossero in corso e se esistano elementi utili a definire un movente. È una fase processuale che non presuppone accuse, ma che può cambiare il quadro investigativo se emergeranno riscontri documentali o dichiarazioni chiarificatrici.

Per la città resta intanto centrale la necessità di trasparenza: la vicenda coinvolge non solo profili giudiziari ma anche questioni che toccano economia, informazione e sicurezza pubblica. Le prossime settimane saranno decisive per capire se i «silenzi» che circondano quell’incontro erano voluti o frutto di coincidenze, e quale peso avranno sul disegno complessivo dell’indagine.

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