La Cronaca di Roma
News

Sabrina Gigliotti, quattro ospedali e un mese di agonia: l’inchiesta

Sabrina Gigliotti, quattro ospedali e un mese di agonia: l’inchiesta

Tre accessi al pronto soccorso, il passaggio tra quattro ospedali e un mese di peggioramento prima della morte. È il percorso sanitario di Sabrina Gigliotti, 38 anni, deceduta a Roma dopo una presunta puntura di insetto: ora la Procura vuole capire che cosa sia accaduto e se vi siano state responsabilità.

Secondo quanto riportato da Fanpage Roma e Roma Repubblica, l’inchiesta è stata aperta per l’ipotesi di omicidio colposo. La donna, sposata e madre di due figli, lavorava all’aeroporto di Fiumicino. L’ipotesi che l’insetto fosse un ragno violino è riportata dalle prime ricostruzioni, ma dovrà essere verificata.

Il dato centrale, al momento, non è stabilire una responsabilità, ma ricostruire con precisione i tempi della presa in carico. Sabrina sarebbe stata accompagnata più volte al pronto soccorso senza essere ricoverata. Le condizioni, secondo quanto emerso, si sarebbero poi aggravate fino al trasferimento in altre strutture, in un percorso concluso al Celio.

La Procura ha disposto l’autopsia, un esame decisivo per chiarire le cause della morte e verificare il possibile legame tra la puntura, l’evoluzione clinica e il decesso. Saranno inoltre acquisiti e valutati i documenti sanitari, gli esiti degli accessi in pronto soccorso e le decisioni assunte nei diversi passaggi ospedalieri.

È proprio qui che la vicenda pone una domanda difficile, senza però autorizzare conclusioni affrettate: che cosa è stato rilevato nei primi accessi e come è cambiato il quadro clinico nel mese successivo? La risposta dovrà arrivare dagli atti dell’inchiesta e dagli accertamenti medico-legali, non dalle ricostruzioni emotive.

La morte di una donna giovane, con una famiglia e un lavoro, rende ancora più delicato il confronto sui tempi della sanità. Ma il dolore dei familiari non può essere trasformato in una sentenza anticipata: fino agli esiti dell’autopsia e dell’indagine, ogni eventuale responsabilità resta da accertare.

Il percorso tra i quattro ospedali: cosa sappiamo finora

La prima fase riguarda la presunta puntura dell’insetto e i successivi accessi al pronto soccorso. Le fonti riferiscono di tre ingressi complessivi, ma non sono stati resi pubblici tutti gli elementi clinici necessari per valutare diagnosi, terapie e condizioni della paziente in ciascun momento. Quei passaggi saranno quindi ricostruiti attraverso le cartelle cliniche e le testimonianze.

La seconda fase è il trasferimento tra quattro strutture sanitarie, con un percorso che avrebbe avuto origine all’ospedale Grassi di Ostia e si sarebbe concluso al Celio. Restano da chiarire, sulla base degli atti, le tappe intermedie, le date precise, le ragioni dei trasferimenti e il momento in cui il quadro è stato considerato particolarmente grave.

L’ultimo passaggio è quello investigativo: l’autopsia dovrà stabilire la causa della morte, mentre la Procura dovrà confrontare i dati medici con la sequenza degli interventi. Solo dopo sarà possibile capire se esista un nesso tra la presunta puntura e il decesso e se le decisioni sanitarie adottate abbiano avuto un ruolo. Fino ad allora, la domanda resta aperta: il sistema ha avuto davanti un caso imprevedibile o una sequenza di segnali che meritava un’altra risposta?

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →