La Confederazione Imprese Italia chiede al Governo di passare da misure temporanee ad interventi strutturali per contrastare il caro carburanti e la desertificazione economica delle aree interne, sottolineando l’urgenza di valutare l’efficacia delle politiche adottate.
I numeri che preoccupano
Nel comunicato diffuso il 22 settembre 2026 il Presidente Biagio Cefalo richiama dati recenti: l’inflazione ad agosto 2026 è salita al 3,3% su base annua (era 2,9% a luglio) e i prezzi energetici sono passati da una crescita dell’11,6% al 17,1%. L’inflazione media acquisita per il 2026 è indicata al 2,9%.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 17 settembre 2026, il prezzo medio sulla rete stradale nazionale è di 2,143 euro al litro per la benzina in self-service e di 2,266 euro per il gasolio; sulla rete autostradale i prezzi medi si attestano rispettivamente a 2,236 e 2,346 euro al litro.
La Confederazione richiama anche l’analisi della Banca d’Italia, che segnala un rallentamento dei consumi e una crescita economica ancora moderata, con stime di incremento del PIL per il 2026 nell’ordine dello 0,5% (potenzialmente 0,6%).
Le richieste della Confederazione
Secondo il Presidente Biagio Cefalo, «non possiamo fermarci all’elenco dei provvedimenti approvati o delle risorse stanziate. Il parametro con cui dobbiamo giudicare una politica economica deve essere anche la sua capacità di produrre effetti concreti nell’economia reale». La Confederazione chiede di misurare l’impatto delle misure e di privilegiare interventi stabili e programmabili, in particolare per le micro e piccole imprese e per le famiglie più fragili.
Il comunicato sottolinea inoltre il collegamento tra caro carburanti e desertificazione economica: il costo della mobilità pesa in modo particolare nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove l’auto resta spesso l’unica alternativa di spostamento e dove l’aumento dei costi può innescare un circolo vizioso di chiusura di attività e spopolamento.
La Confederazione segnala dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio: le famiglie beneficiano complessivamente di circa 7 miliardi di euro netti nel 2026, mentre per imprese e lavoratori autonomi l’insieme degli interventi determina un impatto restrittivo sui conti pubblici pari a circa 1,3 miliardi nel 2026. L’UPB evidenzia inoltre la presenza di misure temporanee per 7,6 miliardi nel 2026 che poi calano negli anni successivi.
La richiesta finale è chiara: «Non chiediamo annunci, chiediamo risultati misurabili» — e una domanda diretta al Governo sul futuro dei prezzi: «Famiglie e imprese possono aspettarsi interventi capaci di incidere strutturalmente sui costi energetici e della mobilità? E soprattutto: torneremo a vedere benzina e gasolio stabilmente sotto 1,70 euro al litro?»
Il comunicato è firmato dal Presidente Biagio Cefalo e dall’Ufficio Stampa della Confederazione Imprese Italia.

