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Roma perde 2.827 bar in sei anni: Barbera (PRC) avverte: “Cresce la città dei turisti, si impoverisce quella dei residenti”

Secondo la ricerca di Confesercenti citata dal segretario cittadino del PRC Giovanni Barbera, Roma ha registrato la chiusura di 2.827 bar in sei anni. Barbera denuncia un modello urbano orientato al turismo e chiede interventi per sostenere il commercio di prossimità.

Roma perde 2.827 bar in sei anni: Barbera (PRC) avverte: “Cresce la città dei turisti, si impoverisce quella dei residenti”

Roma ha perso 2.827 bar in sei anni, un calo superiore al 30%: è il dato evidenziato dalla ricerca di Confesercenti, commentata oggi da Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea di Rifondazione Comunista.

Secondo Barbera, il dato non descrive solo la crisi di un singolo settore, ma racconta «un modello urbano sempre più orientato al turismo e alla rendita e sempre meno ai bisogni di chi a Roma vive e lavora». L’esponente del PRC sottolinea come la scomparsa di bar, negozi e botteghe comprometta l’economia di prossimità che produce lavoro, servizi e socialità e contribuisce alla vitalità dei quartieri.

Le cause e le richieste

Barbera indica tra le cause principali l’aumento degli affitti commerciali, i costi di gestione e la perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, fattori che riducono la domanda interna e mettono sotto pressione le piccole attività quotidiane. Il rischio, avverte, è una città «apparentemente più ricca» per via dei flussi turistici e dell’aumento dei valori immobiliari, ma più povera per chi la abita.

Per questo motivo il segretario del PRC sollecita interventi strutturali: contrastare la rendita, sostenere il commercio di prossimità e restituire potere d’acquisto a lavoratori e pensionati, coinvolgendo Comune e Governo per andare oltre risposte episodiche.

«Una città non è fatta soltanto di alberghi, B&B, grandi catene e locali destinati ai visitatori. È fatta anche del bar sotto casa, del negozio di quartiere e delle attività che tengono vive le strade. Quando questa rete scompare non perdiamo soltanto esercizi commerciali: perdiamo pezzi di Roma», conclude Barbera.

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