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Saluti romani e simboli nazisti in trasferte: la Digos apre indagini su tifosi di Roma e Lazio

La Digos ha avviato accertamenti su gesti e simboli di matrice nazista esibiti durante trasferte a Udine e Istanbul. Le indagini mirano a individuare i responsabili e a valutare profili penali e amministrativi.

Saluti romani e simboli nazisti in trasferte: la Digos apre indagini su tifosi di Roma e Lazio

La Digos ha avviato indagini su saluti romani e simboli di matrice nazista esibiti durante trasferte che hanno coinvolto tifosi legati a Roma e Lazio a Udine e a Istanbul.

I fatti, documentati in immagini e video circolati nei giorni successivi alle partite, riguardano gesti e bandiere che secondo gli investigatori configurano comportamenti riconducibili a ideologie estremiste. Le attività d’indagine sono orientate all’identificazione delle persone ritratte, all’acquisizione di materiale probatorio e alla ricostruzione delle dinamiche nelle curve e nei gruppi organizzati che hanno preso parte ai viaggi.

Sul piano giudiziario, gli accertamenti della Digos vengono svolti in raccordo con le autorità competenti per valutare eventuali profili di reato e per trasmettere gli elementi utili alle successive decisioni della Procura. Sul piano amministrativo e sportivo, gli episodi possono aprire la strada a provvedimenti come il Daspo e sanzioni decise dagli organi di gestione del calcio: il sistema delle misure è pensato per incidere sia sulla singola responsabilità personale sia sulle responsabilità collettive della tifoseria.

Ciò che colpisce gli investigatori è la ricorrenza del fenomeno su palcoscenici differenti, nazionale e internazionale. La presenza degli stessi simboli e gesti in una trasferta interna come Udine e in una piazza estera come Istanbul solleva interrogativi sulla capacità di organizzazione e circolazione di ambienti ultrà che esportano pratiche d’odio. Per le forze dell’ordine la sfida è duplice: identificare i singoli e interrompere reti che facilitano simili comportamenti all’estero, con necessità di coordinamento tra Questure, autorità locali e federazioni sportive.

Le società calcistiche interessate sono ora chiamate a collaborare con le indagini e a valutare eventuali iniziative interne per contenere episodi che danneggiano l’immagine dei club e mettono a rischio l’ordine pubblico. Nelle prossime settimane la Digos proseguirà le verifiche e, se saranno confermati elementi probatori sufficienti, potrà chiedere l’adozione di misure cautelari e la segnalazione all’autorità giudiziaria; intanto le istituzioni cittadine e gli organismi sportivi tengono alta l’attenzione per prevenire nuove ripetizioni del fenomeno.

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