Il successo di “Loca” ora si sposta dal palco all’aula di tribunale. Aka 7even comparirà il 4 novembre davanti al Tribunale di Roma per una vicenda che mette al centro la paternità della canzone, non ancora accertata in sede giudiziaria.
Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, a denunciare il cantante è Emanuele Bertolucci, artista conosciuto con il nome di Lema, che sostiene di essere l’autore del brano originariamente intitolato “Loka”. Bertolucci aveva partecipato ai provini di “Amici”, il talent che ha contribuito a lanciare anche Aka 7even.
Il nodo non è soltanto il titolo simile. In un procedimento per presunto plagio, il tribunale dovrà valutare gli elementi disponibili e chiarire se esistano somiglianze tali da mettere in discussione l’originalità dell’opera e la sua attribuzione. Al momento, però, il punto essenziale resta uno: si tratta di un’accusa da verificare, non di una responsabilità già riconosciuta.
«Un’accusa non è una condanna» è la regola che dovrebbe guidare ogni racconto di questa storia. Il clamore legato a una hit e alla notorietà televisiva dei protagonisti rischia infatti di trasformare una controversia sulla creazione musicale in un verdetto anticipato sui social.
La vicenda interessa anche l’industria musicale. Quando una canzone diventa popolare, la questione della paternità può avere conseguenze artistiche, economiche e reputazionali per tutti i soggetti coinvolti: l’interprete, chi rivendica l’idea originaria e gli eventuali professionisti che hanno lavorato alla composizione e alla produzione. Quali conseguenze concrete emergeranno dipenderà dagli atti del procedimento e dalle decisioni del tribunale.
Cosa sappiamo del caso Loca
Il procedimento ruota attorno alla denuncia presentata da Emanuele Bertolucci, in arte Lema, che rivendica la paternità di un brano chiamato “Loka”. Aka 7even, artista emerso dal talent “Amici”, è indicato come la persona chiamata a comparire il 4 novembre davanti al Tribunale di Roma. Non risultano, dagli elementi disponibili, una decisione definitiva sul merito dell’accusa né un accertamento giudiziario del plagio.
Il prossimo passaggio servirà a definire il percorso della vicenda e a stabilire quali aspetti dovranno essere esaminati. Restano da chiarire, attraverso gli atti e le valutazioni del giudice, la portata delle eventuali somiglianze tra i brani e la ricostruzione della loro genesi. È proprio questa distinzione tra denuncia, prova e sentenza a impedire che il caso venga ridotto a una semplice guerra di titoli: la domanda vera è chi possa dimostrare, documenti alla mano, l’origine dell’opera.
Per Aka 7even, il procedimento apre una fase delicata sul piano dell’immagine; per Lema rappresenta la possibilità di vedere riconosciuta la propria versione dei fatti. Ma prima del giudizio finale, il pubblico è chiamato a fare ciò che spesso manca nelle polemiche musicali: aspettare le prove. In un mercato dove la notorietà può arrivare prima della verifica, chi stabilisce davvero il confine tra ispirazione e appropriazione?
