Non è più soltanto una scuola da ripulire dopo un’occupazione: la succursale del liceo Ferrari-Hertz, a Roma, si è trasformata in un’emergenza per studenti, famiglie e personale. Porte sfondate, muri colpiti a martellate, arredi danneggiati e impianti manomessi hanno reso l’edificio inagibile, con una prima stima dei danni che arriverebbe a 200mila euro.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero Roma e Fanpage Roma, all’interno della struttura sono state trovate anche svastiche tracciate sui muri. Un elemento che si aggiunge al quadro del vandalismo, ma che non deve trasformarsi in una scorciatoia per attribuire responsabilità collettive: chi abbia materialmente provocato i danni resta da chiarire attraverso gli accertamenti.
La devastazione avrebbe interessato diversi ambienti dell’istituto. Le porte risultano divelte, alcune pareti danneggiate e le sedie sarebbero state gettate o spostate fuori dagli spazi scolastici. Particolarmente delicato è il capitolo degli impianti: gli allarmi, il sistema antincendio e l’illuminazione di emergenza sarebbero stati manomessi, mentre gli estintori sarebbero stati svuotati a terra.
Il danno non riguarda quindi soltanto banchi, sedie o serrature. Quando vengono compromessi i dispositivi di sicurezza, la scuola smette di essere semplicemente un luogo da riparare e diventa un edificio che deve essere verificato prima di poter accogliere nuovamente gli studenti. La dichiarazione di inagibilità porta con sé conseguenze immediate sull’organizzazione delle lezioni e sulla quotidianità delle famiglie.
La frase «era stato appena rifatto», riportata nel racconto della vicenda, restituisce il senso della beffa: risorse e lavori recenti rischiano di essere vanificati da un’azione che ora richiederà nuovi interventi, tempi tecnici e ulteriori fondi pubblici. Ma il conto economico, per quanto rilevante, non esaurisce il problema. A pagare sono anche gli studenti, privati della loro sede, e una comunità scolastica costretta a ripartire da un atto di distruzione.
Cosa sappiamo dei danni e della scuola dichiarata inagibile
Le informazioni disponibili indicano una stima iniziale di circa 200mila euro e un quadro di danneggiamenti diffusi: muri colpiti, porte sfondate, arredi distrutti o spostati, estintori scaricati e sistemi di sicurezza manomessi. La cifra è una valutazione riportata dalle fonti e potrà essere definita con maggiore precisione soltanto dopo sopralluoghi, verifiche tecniche e computi degli interventi necessari.
L’inagibilità significa che gli spazi non possono essere utilizzati regolarmente finché non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza. Restano da chiarire i tempi dei lavori, le soluzioni per garantire la continuità didattica e l’esito degli accertamenti sulle responsabilità. L’occupazione rappresenta il contesto temporale dell’episodio, ma non basta da sola a dimostrare chi abbia compiuto ogni singolo danneggiamento.
È questo il punto che spesso si perde nella discussione pubblica: condannare la devastazione è doveroso, così come chiedere che i responsabili vengano individuati, ma la ricerca della verità non può essere sostituita da accuse indistinte. La scuola dovrà essere restituita agli studenti; prima, però, bisognerà capire quanto è stato distrutto, quanto costerà ripararlo e chi dovrà rispondere di quei danni.
Nel frattempo, il Ferrari-Hertz resta il simbolo concreto di una protesta degenerata, o comunque conclusa con una devastazione che l’occupazione da sola non può spiegare fino in fondo. La domanda ora è semplice e pesante: quanto tempo dovranno aspettare gli studenti per tornare nella loro scuola, e chi garantirà che il conto non ricada ancora una volta soltanto sulla comunità?
