STADIO ROMA A breve il processo per Lanzalone. E altre 20 persone…

STADIO ROMA A breve il processo per Lanzalone. A rischio anche altre 20 persone.

STADIO ROMA A breve il processo per Lanzalone. A rischio anche altre 20 persone. Si complica ancora di più la situazione in Campidoglio dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’impianto giallorosso. Non bastavano le sciagure piombate sul Raggio Magico dopo il caso nomine, le decapitazioni di fedelissimi della sindaca come Raffaele Marra e Salvatore Romeo (quest’ultimo archiviato). Adesso questo nuovo filone ha non solo messo in stallo quello che doveva essere il gioiello eco sostenibile della giunta e dello sport capitolino, ma anche scombussolato gli equilibri politici all’interno dell’Amministrazione 5stelle.

Marcello De Vito, presidente d’Aula, ha seguito infatti in carcere un altro fedelissimo, l’avvocato Luca Lanzalone, ex presidente e ora anche ex membro del Cda di Acea. Il processo a suo carico iniziera’ il 5 marzo, e lo vedrà protagonista, con rito immediato, insieme al collega di studio avvocato Luciano Costantini e Fabio Serini, commissario straordinario dell’Ipa, istituto previdenza dei dipendenti del Campidoglio. Quello a Lanzalone sarà il primo dibattimento nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio, ma non l’unico. A rischio di dover comparire in tribunale ci sono infatti anche altre venti persone, tutte accusate di corruzione nell’ambito progetto che dovrebbe sorgere alle porte della Capitale, nella zona di Tor di Valle.

Tra essi l’imprenditore Luca Parnasi, che la Procura considera apice dell’associazione a delinquere, colui che avrebbe tentato di pilotare le procedure amministrative legate al masterplan, approvato nella Conferenza dei Servizi del febbraio 2018. Con quel provvedimento si riuscirono, tra l’altro, ad abbattere del 50% le cubature rispetto all’ipotesi iniziale. Nella stessa condizione di Parnasi, per vari profili, anche l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di Forza Italia, Adriano Palozzi, l’ex assessore regionale del Pd, Michele Civita e il soprintendente ai beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti.

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