Cronaca
Ostia, quando la sicurezza dei pedoni diventa una chimera
Un ragazzo di soli 13 anni travolto da un SUV mentre camminava sul marciapiede. Basta questo a farci comprendere quanto la tutela dei pedoni sia un tema drammaticamente attuale. L’incidente avvenuto a Ostia ha fatto sobbalzare la comunità, ma cosa sappiamo davvero della sicurezza stradale nella nostra capitale?
Ricoverato in ospedale, l’adolescente è ora al centro di un evento che non dovrebbe mai accadere. Ma quale lezione traiamo? Ogni giorno sono tanti i giovani e i meno giovani che attraversano le strade delle nostre città, eppure sembra che l’attenzione alla loro sicurezza rimanga sempre in secondo piano. Molti cittadini, giustamente arrabbiati, si chiedono: “Che cosa dobbiamo aspettarci, un altro incidente?”
In Italia, la violenza delle automobili sulle persone è diventata una routine, ma l’idea che un marciapiede possa essere un luogo sicuro sembra sempre più un miraggio. Asfaltiamo le strade, sì, ma chi si prende cura di chi cammina? In queste situazioni, è facile dare la colpa agli automobilisti distratti, ma la verità è che la responsabilità è condivisa. La mancanza di infrastrutture adeguate e la scarsa educazione stradale degli utenti più fragili rendono il dibattito complesso, e di certo non basta un risarcimento per alleviare il dolore di famiglie colpite da simili tragedie.
“Il marciapiede è il nostro rifugio, non il campo di battaglia” è ciò che un cittadino ha espresso, e ha pienamente ragione. Dobbiamo chiedere a gran voce un cambio di mentalità, sia da parte dei conducenti che delle istituzioni. La vita di un ragazzo non può diventare merce di scambio per un sistema urbano che dimostra di non essere a misura d’uomo.
È ora di pretendere strade più sicure, di aumentare i controlli e di sensibilizzare i futuri automobilisti. Se non ora, quando? Rimaniamo a guardare finché non succede il peggio? La società deve interrogarsi: cosa possiamo fare affinché tale tragedia non si ripeta mai più?
