Cronaca
La Sapienza in vetta: la gloria degli studi classici e il futuro incerto della capitale
Fantastico, ma un po’ agrodolce. La Sapienza si distingue ancora una volta, risultando la migliore università al mondo per studi classici, mentre le sue ‘sorelle’ Tor Vergata e Naba si fanno strada nei ranking internazionali. Ma che dire della Roma che osserva tutto questo?
Quando leggi che le radici della cultura occidentale affondano proprio qui, nella capitale d’Italia, potrebbe sembrare che il nostro paese stia cavalcando un’onda di revival, profonda come l’Infinito di Leopardi. Eppure, la bellezza di questo successo accademico contrasta con le immagini di una città che, in alcune zone, lotta per liberarsi dall’ombra della criminalità e della precarietà. Dalla Torre di Antonino a Tor Bella Monaca, ci si interroga: che messaggio ci invia Roma?
“Siamo il punto di riferimento per la cultura e il sapere”, ribadisce orgoglioso un docente di La Sapienza. Eppure, la stessa città che genera intelligenza e creatività sembra incapace di proteggere i suoi cittadini dai disagi quotidiani. Gli affreschi di Raffaello sui muri della città si mescolano con la dura realtà di esplosioni e violenze.
E così ci si chiede: può una metropoli ambire a essere un fulcro culturale mentre è scossa da esplosioni, tensioni sociali e insicurezza? Il contrasto è stridente e invita alla riflessione: dove vanno a finire le speranze di un’intera generazione di studenti cercherà di perseverare nel caos?
Come possiamo festeggiare un trionfo accademico senza tenere conto di una cittadinanza che si sente sempre più abbandonata a se stessa? La Sapienza ha in mano un potere straordinario: quello di influenzare e migliorare il contesto in cui si trova, da una parte con la formazione e dall’altra con un attivismo sociale.
Insomma, la laurea in mano e il futuro incerto davanti: probabilmente questa è l’immagine di Roma oggi. Riusciremo a mantenere viva la fiamma dell’eccellenza accademica mentre l’ombra della violenza minaccia di spegnerla? Le nuove generazioni possono costruire un futuro migliore, ma a che prezzo?
