Cronaca
Allarme sanità a Roma: oltre 3 milioni rinunceranno a visite da luglio 2025
A Roma, l’attesa per una visita medica non è più una semplice seccatura: è un’agonia che si protrae per giorni, lasciando migliaia di cittadini in balia di ospedali lontani e sovraffollati.
Ogni giorno, nei quartieri periferici come Tor Bella Monaca o Tiburtina, le storie si moltiplicano: famiglie che rinunciano a cure essenziali perché la struttura più vicina è irraggiungibile, con autobus in ritardo e traffico che rende ogni viaggio un incubo. Sono i rifiuti per la lontananza delle strutture sanitarie a far pendere la bilancia, come emerge dai dati diffusi sul sistema del Lazio, dove le liste d’attesa per esami di base sfiorano i mesi.
Alessio D’Amato, esponente di Azione e voce critica del settore, non usa mezzi termini: “Il Pass di garanzia non funziona, cresce la sfiducia nel pubblico”. Le sue parole riecheggiano tra i corridoi degli ospedali romani, dove infermieri stanchi e pazienti esasperati si scontrano con una burocrazia che sembra ignorare le urgenze quotidiane.
Questa emergenza sanitaria a Roma non è solo un problema per i numeri: è la vita reale di chi, nei vicoli di Trastevere o nelle piazze affollate del centro, deve scegliere tra un posto in coda e il proprio benessere. Le proteste crescono, con assemblee spontanee che uniscono residenti e operatori, tutti uniti contro un sistema che arranca.
E ora, con le promesse di riforma che tardano a materializzare, i romani si chiedono: quanto ancora dovranno aspettare prima che la sanità diventi davvero accessibile?
