Cronaca
Tensione a Roma: ex dipendenti Cavalletti pronti a causa per stipendi fantasma e società evasa
A Roma, i lavoratori di una catena di bar pasticcerie stanno lottando per un’ingiustizia che morde come il caldo estivo della città eterna: stipendi arretrati fino a 10mila euro e contributi mai versati.
Le ispezioni degli ultimi mesi hanno portato sanzioni pesanti contro questa rete di locali sparsi tra il centro storico e i quartieri periferici. Dipendenti esausti raccontano di promesse non mantenute, di famiglie in difficoltà mentre i proprietari cambiano società come carte da gioco, lasciando tutti nel caos.
“È un incubo”, spiega un barista del quartiere Prati, che preferisce restare anonimo per paura di ritorsioni. “Lavori per mesi, dai il meglio, e poi scopri che i soldi non arrivano. Cambiano società, non sai a chi chiedere i soldi, e intanto la vita va avanti”.
Le accuse ora rimbalzano tra uffici e strade affollate, con l’Ispettorato del Lavoro che indaga su evasioni sistematiche. In zone come Trastevere, dove questi bar attirano turisti e romani, la rabbia cresce: come può una città simbolo di storia millenaria ignorare chi la fa funzionare ogni giorno?
Intanto, i lavoratori si organizzano, ma l’incertezza resta. Saranno davvero restituiti quei diritti negati, o questa storia si perderà tra le pieghe della burocrazia romana? La risposta è ancora appesa a un filo, e i cittadini di Roma non possono voltarsi dall’altra parte.
