Sono rientrati in classe 360 alunni dell’istituto Balzani di via dei Gordiani: la riapertura dopo l’esplosione apre una nuova fase in cui la priorità non può che essere la continuità educativa.
La riapertura è un passo necessario e simbolico, ma da sola non basta. Ogni interruzione forzata — sia di pochi giorni sia di settimane — lascia dietro di sé vuoti di apprendimento, ansie e frammentazioni delle relazioni tra compagni e docenti. In un quartiere dove la scuola è spesso il centro delle reti di solidarietà, il vero lavoro comincia ora: ricostruire abitudini, recuperare competenze e ricucire il tessuto emotivo degli studenti.
Le misure da mettere subito in campo sono pratiche e a portata di mano. Prima di tutto, un programma di accoglienza calibrato per classi e fasce d’età: giornate con attività di gruppo orientate al riequilibrio emotivo e alla ripresa della fiducia, sessioni di peer‑support e momenti strutturati per spiegare ai ragazzi cosa è successo senza traumatizzarli. Parallelamente, è indispensabile attivare percorsi di recupero didattico mirati, con gruppi ridotti per matematica e italiano e lezioni di rafforzamento pomeridiane o integrative, finanziate con risorse straordinarie del Municipio o del Campidoglio.
Non meno urgente è il supporto psicologico: uno psicologo scolastico a tempo pieno e colloqui individuali per gli alunni più fragili, coordinati con i servizi territoriali di salute mentale e con le famiglie. Anche gli insegnanti hanno bisogno di spazi e tempi per riorganizzare programmi e contenuti; va previsto un piano di formazione breve su didattiche per il recupero delle competenze e su gestione del trauma in classe, evitando di caricare solo poche figure del personale scolastico.
Infine, la continuità passa per la logistica: mensa regolare, trasporti garantiti e comunicazione chiara e trasparente con le famiglie sul calendario delle attività e sulle modalità di valutazione. Modifiche alla programmazione e forme flessibili di valutazione — prove di recupero, sospensione parziale di verifiche standardizzate, valutazioni con portfolio — possono ridurre la pressione sui ragazzi e dare tempo al lavoro di recupero.
La riapertura del Balzani è l’occasione per dimostrare che la risposta a un evento critico non è solo tecnica, ma educativa e comunitaria. Se il Campidoglio, i Municipi e i servizi sanitari sapranno coordinar si in fretta per mettere risorse e persone là dove servono, i 360 alunni potranno non solo tornare a scuola, ma ritrovare il diritto a una didattica stabile e a una crescita serena.
