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Balzani riapre: la sicurezza delle scuole non può tornare emergenza

La riapertura dell’istituto Balzani è un sollievo per famiglie e personale, ma non può chiudere la pagina della paura. Roma chiede una strategia organica per sicurezza, manutenzione e trasparenza degli edifici scolastici.

Balzani riapre: la sicurezza delle scuole non può tornare emergenza

La riapertura dell’istituto Balzani, con 360 alunni rientrati dopo l’esplosione che aveva sospeso le attività, non può segnare il ritorno a misure emergenziali e spot. La soddisfazione per il ritorno in classe non deve annebbiare l’urgenza di trasformare ogni eccezione in prassi ordinaria.

Il sollievo di genitori, insegnanti e studenti è comprensibile: le aule aperte restituiranno una routine interrotta e, per ora, la situazione è tornata alla normalità. Ma la normalità non può essere quella di controlli fatti solo dopo un incidente o di interventi riparatori a spot che mettono in sicurezza un edificio per il tempo strettamente necessario e poi lasciano la questione alla prossima emergenza.

Roma è fatta di edifici scolastici di età e condizioni molto diverse e la responsabilità della loro sicurezza è frammentata tra Roma Capitale, i Municipi, enti tecnici e forze dell’ordine. Questa frammentazione non è una giustificazione per l’inerzia, ma una ragione in più per pretendere coordinamento, chiarezza di ruoli e un piano organico che metta in fila priorità, risorse e tempi certi di intervento.

La riapertura del Balzani dovrebbe essere l’occasione per approvare un programma pubblico e vincolante: un censimento aggiornato degli edifici scolastici, verifiche tecniche periodiche certificate, una graduatoria che individui le priorità per lavori strutturali e impiantistici, e un piano pluriennale di stanziamenti dedicati. Occorre inoltre trasparenza verso le famiglie: un registro pubblico con gli esiti delle ispezioni e lo stato degli interventi ridarebbe fiducia e consentirebbe controllo civile sull’operato delle istituzioni.

Non servono proclami estivi né soluzioni tampone propagate a ogni emergenza mediatica. Serve che il Campidoglio, insieme ai Municipi e ai servizi tecnici competenti, metta sul tavolo numeri concreti e scadenze precise. Serve prevedere manutenzione programmata, formazione del personale scolastico sui rischi e procedure chiare per le emergenze, nonché canali per il monitoraggio continuo degli impianti che possono generare rischio, come quelli termici e del gas.

Riaprire le scuole è un atto civico fondamentale; trasformare la paura in progettualità è il test della responsabilità pubblica. Se la riapertura del Balzani rimarrà solo un sollievo passeggero, Roma avrà perso l’occasione di mettere fine a un vizio ricorrente: considerare la sicurezza scolastica un problema da trattare solo quando esplode.

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