Nella mattina del 9 settembre 2026 una giovane di età indicativa tra i 25 e i 28 anni è salita sul cornicione al quinto piano di un palazzo in via di Santa Croce in Gerusalemme (quartiere Santa Croce–San Lorenzo), minacciando di gettarsi. L’intervento coordinato della Polizia Locale di Roma Capitale ha evitato il gesto estremo: la donna è stata messa in sicurezza e successivamente presa in carico dal personale sanitario.
La sequenza dei soccorsi, ricostruita sulla base delle fonti disponibili, è stata la seguente: la segnalazione al numero di emergenza ha allertato la Sala Operativa, che ha inviato sul posto una pattuglia del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU) / Unità di Sicurezza Pubblica Emergenziale (SPE) della Polizia Locale. Gli agenti hanno delimitato l’area e isolato il palazzo per evitare assembramenti e per garantire la sicurezza della persona e dei residenti.
All’arrivo gli operatori della Polizia Locale hanno instaurato un dialogo prolungato con la giovane, applicando tecniche di ascolto e contenimento verbale volte alla de‑escalation. Le trattative si sono concluse con la riaccompagnamento della donna all’interno dell’appartamento senza uso della forza. Sul posto hanno collaborato anche gli operatori del Commissariato Esquilino e i Vigili del Fuoco, che hanno aperto la porta dell’abitazione su autorizzazione della ragazza, come riportato dalle testate locali.
Una volta messa in sicurezza, la giovane è stata affidata al personale sanitario e trasportata in ospedale: più fonti indicano il Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni e segnalano che il trasferimento è avvenuto in codice rosso e che la donna risultava sedata al momento del trasporto. Non risulta, al momento della pubblicazione di questo aggiornamento, una conferma ufficiale dall’ospedale sul quadro clinico o sulla prognosi definitiva.
L’intervento ha avuto ripercussioni temporanee sulla circolazione nella zona: le vie limitrofe sono state interdette al transito per consentire le operazioni di messa in sicurezza e l’attività degli operatori. Il sindacato di categoria SULPL e alcuni rappresentanti politici locali hanno pubblicamente elogiato il lavoro degli agenti intervenuti, come ripreso dalle agenzie e dalle testate locali.
La vicenda mette in luce l’importanza della presenza sul territorio di forze dell’ordine addestrate alla mediazione e di una rete di servizi socio‑sanitari pronti a intervenire. La tempestività della segnalazione e il coordinamento tra Sala Operativa, Polizia Locale, Commissariato Esquilino, Vigili del Fuoco e servizi sanitari sono stati determinanti nel gestire la situazione e avviare percorsi di assistenza.
Per chi si trova in difficoltà o nota situazioni simili: in caso di emergenza è fondamentale chiamare il numero unico 112. Per difficoltà non urgenti è opportuno rivolgersi al medico di base, ai servizi sociali del proprio Municipio, all’ASL di riferimento (per l’area centrale di Roma, ASL Roma 1) o ai servizi di salute mentale e psichiatria territoriali e ospedalieri. Esistono inoltre servizi di ascolto nazionali e associazioni di supporto emotivo che offrono colloqui e orientamento: si consiglia di cercare i contatti aggiornati sui siti istituzionali comunali e regionali o di rivolgersi al proprio medico per un primo orientamento.
Avvertenze editoriali: nel raccontare episodi di gesti autolesivi è importante attenersi alle linee guida per il giornalismo sul suicidio: evitare descrizioni particolarmente dettagliate del metodo, non spettacolarizzare l’evento, fornire informazioni sui servizi di aiuto e privilegiare un linguaggio rispettoso e non stigmatizzante.
