La Cronaca di Roma
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Tolleranza zero in centro, ma le regole sono in cortocircuito: corrieri presi fra multe e ricorsi

L'iniziativa del Comando della Polizia Locale per la 'tolleranza zero' contro sosta irregolare e carichi illeciti nel centro storico mette in luce un problema pratico: le restrizioni operative convivono con ricorsi al TAR che hanno già…

Tolleranza zero in centro, ma le regole sono in cortocircuito: corrieri presi fra multe e ricorsi

Il Comando della Polizia Locale di Roma ha annunciato una linea di tolleranza zero contro doppie file e operazioni di carico/scarico irregolari nel centro storico, con controlli rafforzati e sanzioni più rapide. L’obiettivo dichiarato è liberare strade e marciapiedi, ma l’azione ha immediatamente evidenziato un cortocircuito fra applicazione delle regole e quadro giuridico esistente.

Per i corrieri, che quotidianamente devono consegnare decine di pacchi in aree pedonali e vie strette, la stretta significa multe, rimozioni e ritardi crescenti. Molte ditte logistiche raccontano di percorsi più lunghi per raggiungere punti di consegna con parcheggi consentiti, di tempi di sosta ridotti e di ricorso a micro-consegne con biciclette o furgoni più piccoli. I residenti, da parte loro, giudicano positivamente un maggior rispetto della mobilità pedonale, ma lamentano che l’assenza di punti di carico/scarico ben segnalati trasformi il centro in un groviglio di furgoni in sosta temporanea.

La situazione si complica perché non tutte le ordinanze comunali sopravvivono al vaglio dei tribunali amministrativi. Ricorsi e decisioni del TAR hanno in più occasioni sospeso o limitato disposizioni sulle restrizioni agli accessi e agli orari delle consegne nel centro storico, creando vuoti e ambiguità operative. Il risultato è che gli agenti della Polizia Locale si trovano a far rispettare regole che, nei fatti, convivono con provvedimenti giudiziari che ne ridimensionano l’efficacia.

Ne deriva un paradosso gestionale: aumentare i controlli senza prima sanare l’assetto normativo rischia di produrre contenziosi, ricorsi da parte di operatori e contestazioni sulle sanzioni. Serve dunque un coordinamento che metta attorno a un tavolo Campidoglio, Municipi, organi di controllo e operatori della logistica per ridefinire orari, aree dedicate e procedure di accesso coerenti con le sentenze amministrative e con le esigenze di decoro e sicurezza urbana.

Sul piano pratico, alcune città hanno già sperimentato soluzioni: microhub a ridosso del centro, fasce orarie per le consegne con controllo elettronico degli accessi e mappe aggiornate delle aree di carico/scarico. Per Roma l’urgenza è duplice: evitare che la stretta della tolleranza zero si traduca in caos e ricorsi, e costruire regole sostenibili che tutelino pedoni, residenti e la necessaria attività di distribuzione delle merci in città.

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