CASO SIRI Bongiorno: “Se colpevole saremo durissimi”. Poi difende la Raggi

CASO SIRI Bongiorno, ministro della Pubblica Amministrazione, dice la sua sull’indagine per corruzione a carico del Sottosegretario alle Infrastrutture. Poi si sofferma su quella per abuso d’ufficio nei confronti della sindaca di Roma.

CASO SIRI Bongiorno intervistata da ‘Agorà’ su Rai3: “E’ un fatto gravissimo se un politico accetta denaro per piegare la propria funzione pubblica, non è grave, è gravissimo, è piu’ grave rispetto al reato commesso da una persona comune“. Detto questo, “il mio problema è il ‘se’, quali sono gli elementi che ci permettono di dire che Siri ha fatto questo? Non abbiamo letto le intercettazioni ma le interpretazioni dei giornali“, e “nessuno ha letto la prova a carico che sarebbe l’intercettazione“.

Se Siri ha sbagliato – continua il ministro – non applicheremo rigore ma tanto rigore, se non ha sbagliato e lo stiamo massacrando e’ grave. Ho visto politici dichiarati innocenti dopo anni“. Quindi “se l’intercettazione e’ inequivocabile contro Siri, va bene, ma nessuno l’ha mai vista“. Se fosse vera “saremo durissimi” ma parlare del sottosegretario “come fosse una persona condannata mi fa tremare i polsi“.

Bongiorno si sofferma poi sull’altro caso scottante per il governo, quello legato alla sindaca Raggi: “Roma sta costantemente scivolando verso un maggior degrado“, anche se la colpa non è tutta dell’attuale Sindaco. La presunzione di innocenza quindi “vale per Siri, vale per Raggi, vale per tutti“, per cui “ci vorrebbe una sentenza prima di scelte politiche” come la richiesta di dimissioni.

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