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Morta dopo il parto: medici del Sant’Eugenio indagati
ROMA «Vogliamo solo sapere come è morta e perché. Lo dobbiamo alle bambine», le parole della mamma di Erika De Leo, una giovane donna di trenta anni morta dopo il parto all’ospedale Sant’Eugenio.
La notte del 5 novembre scorso al Sant’Eugenio subito dopo il parto della sua seconda figlia Erika è morta. Nove i medici indagati. Per loro l’accusa è omicidio colposo. La Procura ha anche sequestrato la documentazione medica. Gli iscritti nel registro degli indagati facevano parte dell’intera equipe: chirurghi, ginecologi e anestetisti presenti al momento del parto e nelle fasi successive. Per ora è un atto dovuto. Si attende l’esito completo dell’autopsia per determinare le cause del decesso.
Un’emorragia divenuta fatale in poche ore. Da stabilire se provocata da una placenta detta tecnicamente ‘accreta’, quindi aderente all’utero e non diagnosticata in precedenza, o se causata dalle manovre dell’intervento, un parto d’urgenza. Quel drammatico giorno Erika De Leo era alla ventinovesima settimana di gravidanza. Nel pomeriggio i primi dolori, poi perdite di sangue. La corsa al Sant’Eugenio e il parto. Alle 18.30 del giorno stesso la nascita della bimba, prematura e in condizioni critiche. Intorno alle 23.00 l’arresto cardiaco e la morte della mamma.
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