Il Partito della Rifondazione Comunista Roma e i Giovani Comunisti/e Roma hanno preso parte ad alcuni flash-mob organizzati davanti ad alcuni musei, come il Museo Nazionale Etrusco, la Galleria Nazionale D’Arte Moderna e la Galleria Borghese, allo scopo di “denunciare”, come spiegano dalla sezione romana del PRC, “l’abbandono dei lavoratori dei musei, troppo spesso invisibili e precari, e gli investimenti orientati più al profitto dei privati che al funzionamento dei beni pubblici. Ministro Franceschini non si vive solo di pane ma anche di rose”. In un suo intervento Michela Becchis ha spiegato che “tutti i luoghi della cultura, come musei, cinema, biblioteche e archivi, sono chiusi. Tutto il lavoro fatto per la messa in sicurezza di questi luoghi non è servito a nulla. Quello che sorprende e scandalizza è che invece si stiano spendendo soldi per una piattaforma privata quando i contribuenti italiani, per esempio, pagano la Rai. Questi milioni andavano spesi per potenziare quello che effettivamente fa cultura”. Tutte quelle piccole realtà che sono state chiuse “richiedevano attenzione da parte del Ministero e soprattutto un piano di assunzioni che noi ad oggi non vediamo: non spendiamo soldi per cose inutili”. “Non facciamo piattaforme, facciamo assunzioni”, ha ribadito.
ROMA Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti dalla parte dei lavoratori dei musei
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