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Sciopero trasporti pubblici, una ’24 ore’ inaugura la stagione targata 2024: le info

SCIOPERO NAZIONALE DEL TRASPORTO PUBBLICO IL 24 GENNAIO 2024: TUTTE LE INFORMAZIONI
Il 24 gennaio è previsto il primo sciopero del trasporto pubblico del 2024. Si tratterà di una mobilitazione nazionale che coinvolgerà diverse sigle sindacali, tra cui Usb Lavoro privato, Adl Cobas Cub Trasporti, Sgb e Cobas lavoro privato. Questa iniziativa rappresenta una forte presa di posizione a sostegno del diritto allo sciopero, soprattutto dopo le tensioni verificatesi con il ministro dei trasporti, Matteo Salvini.
Impatto a Roma e in altre città italiane
L’adesione allo sciopero sarà a livello nazionale e le sigle sindacali attueranno azioni su scala regionale e cittadina. A Roma, in particolare, si prevedono forti ripercussioni sul servizio di metro, tram ed autobus, rischiando di creare disagi significativi per i pendolari.
Altre mobilitazioni sono pianificate per questo mese: il 16 gennaio sarà uno sciopero dalle 15:00 alle 21:00 indetto dalla società Paolo Scoppio Autolinee di Roma, mentre il 23 gennaio saranno coinvolti i taxi per 24 ore.
Le ragioni della mobilitazione
Le ragioni dello sciopero sono molteplici e comprendono la richiesta di maggiore sicurezza per i lavoratori e il servizio, con l’obiettivo di introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Inoltre, si intende denunciare il problema dei bassi salari, delle privatizzazioni e dei contratti sempre più svantaggiosi per i lavoratori.
In conclusione, le mobilitazioni sindacali del trasporto pubblico preannunciano una giornata di forti disagi per i cittadini e sottolineano la necessità di affrontare tempestivamente le questioni sollevate dai lavoratori del settore.
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Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai

Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai, condannata a 9 anni. #Ostia #Truffa #Notizie
Una vicenda a dir poco incredibile si è verificata a Ostia, dove una falsa guaritrice, definita una vera e propria “santona”, è stata arrestata e condannata a nove anni di prigione. La donna era riuscita ad ingannare molte persone con la promessa di cure miracolose per il cancro, utilizzando presunti poteri spirituali e facendo affidamento sull’intelligenza artificiale.
L’arresto è avvenuto dopo un’indagine approfondita portata avanti dalle forze dell’ordine che hanno raccolto sufficienti prove contro di lei. “Una manipolazione del dolore altrui” è stata la definizione fornita dagli investigatori, i quali hanno sottolineato come la santona sfruttasse la disperazione delle sue vittime per estorcergli denaro.
La condanna è stata accolta con sollievo dalle vittime e dalle loro famiglie, molte delle quali si erano affidate a lei nella speranza di trovare una cura impossibile. “Una giustizia attesa da tempo”, ha commentato uno dei parenti delle vittime, esprimendo il sentimento comune di chi ha subito questo inganno.
Sebbene la sentenza rappresenti un’importante vittoria, resta la ferita aperta per chi ha vissuto questo dramma. La vicenda solleva interrogativi importanti sull’influenza e le possibilità di frode legate all’uso dell’intelligenza artificiale in ambiti così delicati.
Le autorità continuano a fare appelli alla popolazione affinché resti vigile e diffidente nei confronti di chi promette cure miracolose. Questa storia tragica è un monito su quanto sia essenziale verificare sempre la validità delle informazioni e delle pratiche mediche proposte.
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Orban e il Tango con l’Ue: Un Ballo a Passi di Attrito e Diplomazia

Accordo storico o resa? I dazi tra USA e UE accendono il dibattito. 🌍🤔 #Trump #VonDerLeyen #Orban
C’è chi celebra l’accordo come un “enorme” traguardo, frutto di un “duro negoziato”, e chi invece, come il primo ministro ungherese Viktor Orban, lo vede come una “debolezza commerciale” dell’Unione Europea. “Donald Trump non ha raggiunto un accordo con Ursula von der Leyen, ma piuttosto si è mangiato la presidente della Commissione europea a colazione.” – Un commento pungente per sottolineare la forza di Trump rispetto alla presidente della Commissione.
Orban, notoriamente critico verso Bruxelles, non ha risparmiato le sue parole dure, affermando il suo disappunto per il nuovo impegno dell’UE di acquistare armi ed energia dagli Stati Uniti per circa 750 miliardi di dollari in tre anni. L’accordo, che fissa nuovi dazi al 15% a partire dal primo agosto, esclude materiali come acciaio e alluminio, i cui dazi rimangono al 50%.
“Trump è un negoziatore dei pesi massimi, von der Leyen dei pesi piuma”, ha aggiunto Orban, insistendo sul fatto che nonostante i tentativi di presentarlo come un successo, questo accordo non sarebbe stato positivo per l’Europa. Il leader ungherese ha chiarito che l’Ungheria si tirerà fuori dall’UE se i “vantaggi supereranno gli svantaggi”.
La metafora di Orban non passa inosservata, concludendo che l’accordo con gli Stati Uniti risulti “peggiore” di quello ottenuto dal Regno Unito. La tensione tra il mantenimento dell’alleanza atlantica e gli interessi europei continua ad alimentare il dibattito politico. Resta da vedere come l’unione gestirà queste divisioni in futuro.
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