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Conti, potere e Roma: l’ombra Lavitola-Ranucci davanti al Campidoglio

Nuovi elementi sull’inchiesta antimafia collegano Lavitola e conti legati a interessi della Capitale. La Procura continua l’indagine per chiarire movimenti di denaro e possibili collusioni con attori pubblici e mediatici, con ripercussioni sullo sport cittadino.

Conti, potere e Roma: l’ombra Lavitola-Ranucci davanti al Campidoglio

Tra Lavitola e Ranucci, Roma non può voltarsi dall’altra parte: nuove tracce sui conti alimentano dubbi su chi, nella capitale, pretendesse contare anche nel mondo sportivo.

La pista antimafia non è una pagina distaccata della cronaca; è una lente su come conti e potere possano intrecciarsi con la realtà sportiva cittadina: sponsorizzazioni, appalti per impianti, gestione di strutture e centri giovanili.

La Procura prosegue l’indagine per chiarire movimenti di denaro e potenziali collusioni con attori pubblici e mediatici. Roma Capitale, i Municipi e le società sportive locali hanno ora l’esigenza di rispondere con dati trasparenti su contratti, gare e incarichi.

Se emergessero legami concreti tra conti e decisioni legate a sponsor o gare, la città rischierebbe di perdere fiducia: lo sport è una palestra di cittadinanza, non un terreno di scontro tra interessi.

In questa fase, la responsabilità è duplice: la magistratura faccia il suo corso, e le istituzioni comunali declinino tempi e strumenti di controllo. Roma ha diritto a chiarezza sui legami tra conti, potere e informazione, e a una gestione sportiva esente da ombre.

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