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Mattarella sceglie la «Stanza Rosa»: un segnale forte contro i femminicidi

La visita del Presidente alla «Stanza Rosa» di Grosseto, luogo dove nacque il Codice Rosa, è letta come un gesto simbolico finalizzato a riaffermare vicinanza alle famiglie delle vittime e richiamare l'attenzione sui femminicidi.

Il presidente della Repubblica visiterà il 17 la «Stanza Rosa» dell’ospedale di Grosseto, luogo simbolo dell’assistenza a donne e minori vittime di violenza: un gesto pubblico che rilancia l’allarme sui femminicidi e sulle risposte dello Stato.

La «Stanza Rosa» è nota per essere stata il luogo di nascita del cosiddetto Codice Rosa, il protocollo che coordina soccorso sanitario, accoglienza psicologica e azioni investigative per vittime di abusi. La scelta del Presidente interpreta la stanza come un emblema: non solo tutela clinica, ma punto di presa in carico che mette insieme ospedale, forze dell’ordine e servizi sociali.

Per i romani la visita assume forma di monito alle istituzioni locali: Campidoglio, Municipi, Questura e Azienda sanitaria sono chiamati a verificare che strutture analoghe, percorsi protetti e protocolli operativi siano effettivamente attivi sul territorio metropolitano. Nei fatti questo significa investire in punti di primo contatto negli ospedali, formare il personale sanitario e rafforzare il coordinamento con le forze di polizia e i centri anti-violenza.

Il richiamo presidenziale arriva in un quadro in cui la prevenzione e la tempestività degli interventi possono fare la differenza per le vittime e per le loro famiglie. A Roma, dove i servizi sono frammentati tra ASL e municipalità, la sfida è rendere omogenee qualità e accessibilità dell’assistenza: dalla segnalazione iniziale fino al sostegno legale e psicologico a medio termine.

La visita del 17 non è un atto simbolico fine a sé stesso: ha valore se tradotta in scelte amministrative concrete. Serve una verifica pubblica delle reti esistenti, controlli sui tempi di risposta e un piano per replicare ambienti protetti nelle strutture sanitarie cittadine. È inoltre necessario che le istituzioni comunali facilitino la collaborazione con le associazioni che sul territorio lavorano quotidianamente con le vittime.

La Stanza Rosa di Grosseto, richiamata dalla massima carica dello Stato, diventa così un punto di riferimento per l’intero Paese: per Roma l’appello è chiaro e pratico — trasformare la visibilità in strumenti efficaci, misurabili e sostenuti nel tempo, perché dietro ogni protocollo ci sono persone e famiglie che aspettano risposte.

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