La Prefettura sta valutando provvedimenti amministrativi sulle trasferte dopo verifiche su saluti romani e simboli estremisti: le scelte non riguarderanno solo i tifosi coinvolti, ma l’intera macchina della mobilità e della sicurezza urbana di Roma.
Primo scenario: restrizioni di massa alle curve e Daspo estesi. Se le misure dovessero ridurre la partecipazione organizzata, molte corse straordinarie programmate attorno alle partite verrebbero cancellate. Per l’ATAC e i gestori delle linee significa meno treni navetta e autobus dedicati, ma anche maggiore incertezza sugli orari e sulla destinazione dei mezzi. La conseguenza pratica per i residenti può essere una minore capacità di assorbire afflussi concentrati in brevi finestre temporali, con ripercussioni sulle linee urbane di superficie e sulle banchine delle stazioni metropolitane.
Secondo scenario: divieti mirati e gestione per “varchi” controllati. Qui la Prefettura imporrebbe divieti di trasferte a gruppi identificati e concentrazione dei tifosi in punti di accesso controllati. Questo modello aumenta la necessità di stewarding qualificato e di pattugliamenti fissi in stazioni e snodi chiave. Le risorse umane del gestore degli eventi e delle società di sicurezza verrebbero riallocate su compiti di filtro e controllo identità, mentre la Questura dovrebbe pianificare dispositivi dinamici per evitare accumuli in periferia e corridoi di passaggio della città.
Terzo scenario: misure severe con spostamento verso l’auto privata. Un divieto troppo rigido per gli spostamenti collettivi potrebbe spingere parte del pubblico a utilizzare mezzi privati. Il risultato sarebbe un aumento del traffico su tangenziali e vie d’accesso agli stadi, pressione sugli spazi di sosta e maggior rischio di incidenti e congestione. Per il Campidoglio e i Municipi si aprirebbero nodi di gestione della viabilità e dell’ordine pubblico da risolvere con piani parcheggio temporanei e coordinamento con le società di trasporto privato e taxi.
In tutti e tre i casi, un effetto comune è l’incremento dei costi operativi: più ore di stewarding, maggior impiego delle forze dell’ordine e potenziali contenziosi amministrativi legati ai Daspo. Anche la biglietteria e la logistica del club ne risentirebbero: filtri più severi alla vendita e controllo anagrafico possono rallentare l’accesso e spostare flussi verso canali non ufficiali.
Per chi vive o lavora a Roma il consiglio pratico è semplicissimo: controllare in anticipo le comunicazioni ufficiali su partite e trasferte, pianificare spostamenti evitando gli orari di ingresso/uscita dagli impianti e, quando possibile, preferire percorsi alternativi alla direttrice stadio. L’equilibrio tra sicurezza e normale circolazione dipenderà da scelte che oggi sono sul tavolo della Prefettura; il vero nodo sarà renderle efficaci senza scaricare la responsabilità solo su trasporti e territori.
