A Roma è stata discussa in Aula Giulio Cesare una proposta di delibera che imporrebbe ai ristoranti e ai bar superiori a 250 mq di dotarsi di defibrillatori a spese proprie. L’iniziativa è stata criticata dal capogruppo di Noi Moderati, Marco Di Stefano, che la definisce un balzello odioso della sinistra sugli esercenti.
La proposta
La delibera in esame prevede un obbligo per le attività di somministrazione di alimenti e bevande con superfici superiori ai 250 mq di dotarsi di defibrillatori. L’onere comprende l’acquisto, la manutenzione e la formazione del personale, da sostenere interamente dai titolari delle attività.
Posizioni in campo
Di Stefano ha posto dubbi sull’effettiva differenza tra locali di diversa metratura, chiedendo perché l’obbligo sia previsto solo per i ristoranti e non per altre categorie di esercizi con affollamento simile. Ha inoltre criticato la giustificazione avanzata dai proponenti secondo cui i vertici delle associazioni di categoria avrebbero concordato l’iniziativa, sostenendo che tali pareri non riflettono necessariamente le istanze degli iscritti.
Contesto politico
La discussione è inserita nel contesto della dinamica tra centrodestra e centrosinistra all’interno dell’amministrazione capitolina, con richieste di chiarezza su risorse pubbliche e priorità di intervento. Il dibattito è stato visto come specchio di una disputa politica locale tra le forze in Aula Giulio Cesare.
