CORONAVIRUS Allo Spallanzani migliaia di volontari per il vaccino

Nicola Zingaretti saputo il numero di volontari allo Spallanzani per testare il vaccino prodotto e progettato dalla ReiThera di Castel Romano ha scritto sui social: “Contento dell’eccezionale risposta di volontari per il vaccino italiano. Che, come Regione Lazio, stiamo sostenendo con il ministero dell’Università e della Ricerca“.

Allo Spallanzani sono oltre tremila i candidati volontari per il vaccino. Persone di tutte le età e diversi medici disponibili a testare il vaccino in prima persona. Il primo gruppo di tre volontari selezionati verrà vaccinato tra il 24 e il 26 agosto. Poi, tra il 7 e il 9 settembre, se non ci saranno reazioni negative si passerà ai successivi tre che riceveranno una dose più alta. In tutto i volontari saranno 90. All`istituto per le malattie infettive sono partire le visite mediche a cura di equipe cliniche appositamente formate per selezionare gli idonei. I test di screening saranno effettuati per tutto il corso dello studio. Serviranno a selezionare le persone idonee per testare il vaccino in questa fase di sperimentazione.

I volontari sono suddivisi in due gruppi per età: dai 18 ai 55 anni e dai 65 agli 85. Ciascun gruppo sarà suddiviso in tre sottogruppi a cui verrà somministrato un diverso dosaggio di vaccino. Il direttore sanitario dell`Istituto, Francesco Vaia, ha commentato: “Oltre tremila candidati è la dimostrazione del grande cuore degli italiani”. Tra loro anche molti medici. Come spiega il presidente dell`Ordine dei medici di Roma Antonio Magi: “È apprezzabile che un medico si offra volontario per il vaccino. È un segno di sensibilità e potrà essere d’aiuto per la comunicazione di aspetti di natura clinica ed eventuali effetti collaterali in tempi rapidi. Come presidente dell`Ordine dei medici consiglio di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale che ci permetterà di discernere molto più rapidamente casi di influenza da quelli di Covid e di poter intervenire con maggiore rapidità”.

Il vaccino sperimentato è interamente italiano. È nato grazie a un protocollo siglato a marzo tra il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro dell`Università e della Ricerca scientifica Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Ircss Spallanzani. Per la realizzazione sono stanziati 8 milioni di euro. 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani, e 3 a carico del Ministero dell`Università e della Ricerca scientifica.

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