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Cronaca

Bambina di 9 anni muore dopo aver mangiato gnocchi a Roma. Ispettori al ristorante, acquisita la cartella medica

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Bambina di 9 anni muore dopo aver mangiato gnocchi a Roma. Ispettori al ristorante, acquisita la cartella medica

Un’indagine è stata aperta a Roma dopo la morte di una bambina celiaca di nove anni, avvenuta lo scorso 5 dicembre. La piccola, identificata come Martina, è deceduta a seguito di un grave malore insorto dopo aver consumato un piatto di gnocchi in un ristorante specializzato in opzioni senza glutine. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, mentre si attendono ulteriori sviluppi anche dal punto di vista medico.

Indagini in corso

Le forze dell’ordine hanno proceduto con un’ispezione del locale e richiesto la cartella medica della vittima, mentre i genitori, che hanno acconsentito all’espianto degli organi della bambina, verranno presto ascoltati. Martina aveva manifestato una violenta reazione allergica verso le ore 15, quando la madre ha notato un improvviso rush cutaneo seguito da difficoltà respiratorie. Malgrado l’uso di un broncodilatatore, le condizioni della piccola sono peggiorate rapidamente, richiedendo l’intervento del 118 che l’ha trasportata prima all’ospedale Casilino e poi al policlinico Gemelli, dove è deceduta.

I funerali e l’addio

I funerali di Martina si sono svolti nella parrocchia di Nostra Signora del Suffragio e Sant’Agostino di Canterbury, con la partecipazione di compagni di classe, amici e familiari. Durante la cerimonia, sono stati ricordati dai presenti i momenti felici vissuti insieme alla piccola, come la sua passione per la danza e la sua capacità di trovare bellezza in ogni cosa. Le compagne di ballo e l’amica del cuore hanno reso omaggio a Martina con commoventi parole di addio, promettendo di mantenere vivo il ricordo attraverso la danza e i ricordi condivisi.

Cronaca

Suor Genevieve, l’amica del Papa che bazzica tra giostrai e gay: “Ci pagava le bollette”

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Suor Genevieve, l’amica del Papa che bazzica tra giostrai e gay: “Ci pagava le bollette”

IncredibileViaggioDiFede: Una suora di 83 anni cammina per chilometri con uno zaino, vivendo in roulotte da 50 anni tra comunità LGBTQ+ e giostrai – scopri la sua storia straordinaria! 🏞️🙏

La Vita Straordinaria di una Religiosa Itinerante

Immaginate una donna di 83 anni che ha scelto di vivere in una semplice roulotte per oltre mezzo secolo, immersa nelle comunità LGBTQ+ e tra i giostrai del litorale romano. Questa “piccola sorella di Gesù” ha dedicato la sua esistenza a un cammino di solidarietà e vicinanza, attirando l’attenzione per il suo stile di vita unico e ispiratore. Non è solo una storia di fede, ma un’avventura che sfida le convenzioni e risveglia la curiosità su come si possa trovare pace in un’esistenza nomade.

Il Viaggio Inatteso verso San Pietro

Con uno zaino in spalla, questa instancabile religiosa ha affrontato un percorso da Ostia fino a San Pietro, motivata dal desiderio di stare vicina al Papa Francesco. Che cosa l’ha spinta a intraprendere un simile cammino a un’età così avanzata? È un gesto che evoca meraviglia e domande: è forse un simbolo di devozione pura o un richiamo a valori dimenticati? La sua presenza tra le folle vaticane ha già catturato l’immaginazione di molti, lasciando tutti a chiedersi quali segreti nasconda una vita così dedicata.

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Cronaca

Le mie corrispondenze con il Papa per sostenere gli “scartati”

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Le mie corrispondenze con il Papa per sostenere gli “scartati”

PapaFrancesco e il prete rivoluzionario: una storia di fede, inclusione e miracoli inaspettati che ti lascerà a bocca aperta! #Solidarietà #LGBTQ #Misericordia

MANI TESE

Immagina di uscire da una chiesa al mattino e trovarti di fronte a una fila infinita di 300 persone, tutte in silenzio, con le mani tese in un grido silenzioso di fame e disperazione. È successo a don Andrea Conocchia durante i primi giorni del lockdown in Italia, quando la pandemia aveva congelato tutto. In quel momento, il mondo di questo prete è cambiato per sempre. A Torvaianica, a pochi passi da Roma, ha iniziato a distribuire cibo e aiuto a centinaia di persone di ogni nazionalità, orientamento e background, trasformando la sua parrocchia in un rifugio per chi era stato dimenticato. Tra loro, storie strazianti di transgender argentine che hanno trovato in don Andrea non solo un pasto, ma una vera speranza. Come ha fatto un semplice prete a innescare una catena di eventi che ha coinvolto addirittura il Papa?

GLI INCONTRI

E se ti dicessimo che don Andrea è riuscito a far incontrare il Pontefice con persone emarginate, creando momenti che sembrano usciti da un film? Attraverso l’aiuto di suor Genevieve Jeanningros, amica fidata di Papa Francesco, ha organizzato udienze del mercoledì dove transgender, omosessuali e altri “scartati” hanno condiviso le loro storie con il leader della Chiesa. Immagina la scena: un ragazzo gay che confessa al Papa di essere stato rifiutato, e Francesco che risponde con un gesto di misericordia assoluta. O due uomini sposati civilmente che ricevono parole di incoraggiamento direttamente dal Pontefice. Don Andrea, commosso da questi incontri, ha continuato la sua missione, creando persino uno sportello d’ascolto per offrire supporto psicologico e sanitario. Sarà questa la rivoluzione che tutti aspettavamo? Una fede che abbraccia davvero tutti, senza eccezioni?

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