Roma e dintorni
Vigilanza privata come forma di deterrenza
Così Giulio Gravina, vice presidente dell’Anivp, l’Associazione nazionale imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari, a seguito dei recenti fatti inerente la movida che si sono registrati nella Capitale
“Il decreto Piantedosi che ha introdotto le linee guida per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici riconosce già un ruolo per la vigilanza privata”. Così Giulio Gravina, vice presidente dell’Anivp, l’Associazione nazionale imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari, a seguito dei recenti fatti inerente la movida che si sono registrati nella Capitale.
“Infatti – continua Gravina – il provvedimento del ministero dell’Interno prevede che gli impianti di videosorveglianza installati dai proprietari degli esercizi pubblici, possono essere affidati a istituti di vigilanza privata, nel rispetto delle norme stabilite a tutela della riservatezza”.
“La vigilanza privata può dare il proprio contributo anche sotto l’aspetto dei servizi di pattugliamento degli spazi in prossimità degli esercizi pubblici, come forma di deterrenza, sempre nell’assoluta collaborazione con le forze dell’ordine e la polizia locale, e senza compromettere l’atmosfera del divertimento”,conclude Gravina.
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