Roma si sveglia con un nuovo gigante: in via Niccodemi a Talenti, il primo edificio “built-to-rent” della città sta per rivoluzionare il mercato immobiliare.
Immaginate 250 appartamenti, tutti solo in affitto, con servizi moderni come palestre e spazi condivisi, pronti a ospitare migliaia di romani. È l’ingresso dei grandi fondi internazionali, con portafogli da milioni, che puntano sulla capitale come già fatto a Milano. Talenti, un quartiere vivace ma a volte trascurato, diventa ora il centro di questa tempesta urbana, dove il cemento incontra il business globale.
I residenti parlano di una svolta inevitabile. “Finalmente qualcosa di nuovo in zona, ma chissà se i prezzi saranno accessibili per tutti noi”, dice Maria, una vicina di 55 anni che abita qui da decenni. Le sue parole riecheggiano le preoccupazioni di chi vede Roma cambiare sotto i suoi occhi.
Questo modello “built-to-rent” non è solo un edificio: è un segnale che i fondi esteri stanno scommettendo forte sulla città eterna, spingendo affitti più alti e un ritmo più frenetico. Via Niccodemi, con le sue strade affollate e i caffè all’angolo, rischia di trasformarsi in un laboratorio per il futuro dell’abitare.
E ora, con Roma in bilico tra innovazione e disagi quotidiani, ci si chiede: chi ne trarrà davvero vantaggio?