Cronaca
Rifiuti a Roma, Gualtieri lancia tre ordinanze: l’emergenza si aggrava, c’entra anche l’Iran!
“Roma affonda nei rifiuti, un’emergenza che continua a crescere e nessuno sembra avere la soluzione.” Sono le parole cariche di preoccupazione di un commerciante di Trastevere, visibilmente esasperato dal crescente cumulo di immondizia ai piedi del suo negozio. Le strade della Capitale, in questi giorni, sono diventate un teatro desolante di spazzatura, e la situazione non accenna a migliorare.
Dopo settimane di polemiche e lamentele, il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato tre ordinanze per potenziare altrettanti impianti romani. Ma basterà? Le immagini dei sacchi neri che invadono i marciapiedi, mescolati a cartone e plastica, parlano chiaro: l’urgenza è palpabile e i cittadini sono stanchi di promesse disattese. “Abbiamo chiesto soluzioni concrete, non solo parole”, continua il commerciante, mentre un turista si ferma, disgustato, a scattare foto.
Quartieri come San Giovanni e Testaccio vedono i loro spazi pubblici trasformati in vere e proprie discariche a cielo aperto. “È inaccettabile – dice una residente di Monteverde – oggi ho dovuto cambiare strada per non incappare nei rifiuti”. I problemi di raccolta si sommano a quelli di gestione, con un sistema che sembra al collasso e una cittadinanza frustrata che chiede a gran voce di essere ascoltata.
Nel frattempo, i social si affollano di segnalazioni e immagini che documentano il degrado urbano. “Il Comune è sordo ai nostri appelli”, afferma un utente su Twitter, lucido e pungente nella sua critica. Le famiglie, gli studenti e gli imprenditori chiedono interventi rapidi e decisi. È questo il momento in cui Roma deve reagire, ma la sensazione è che si stia perdendo tempo prezioso.
Sui volti stanchi dei romani si legge un’unica domanda: “Cosa può fare il Comune per riportare la Capitale alla normalità?” Adottare misure temporanee è sicuramente un inizio, ma i cittadini vogliono di più. Desiderano risposte e azioni efficaci, non solo un restyling delle ordinanze. Ma il tempo scorre, e con esso cresce l’inquietudine: sarà questa l’estate in cui Roma affronterà finalmente l’emergenza rifiuti in modo decisivo?
