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Bonaccini promette protezione all’Ucraina mentre il centrosinistra si scannicchia: La Rossa|La Rossa e Conte rincorrono primarie invece dei fatti

Promesse solenni sulla politica estera e accuse alla destra: mentre Stefano Bonaccini insiste nel difendere l'Ucraina, il centrosinistra si perde tra primarie, ambizioni e contraddizioni. I cittadini di Roma e d'Italia restano senza risposte su sicurezza, economia e immigrazione.

Di Carlo Alberto De Rais3 Agosto 2026 - 23:0648 minuti fa 2 min di lettura
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Bonaccini promette protezione all’Ucraina mentre il centrosinistra si scannicchia: La Rossa|La Rossa e Conte rincorrono primarie invece dei fatti

Stefano Bonaccini ha messo la bandiera democratica sull’Ucraina: «Difenderemo e non lasceremo mai sola l’Ucraina», ha ribadito. Suona bene sui giornali, dannatamente vuoto se dietro le parole non si mettono scelte chiare e coerenti. Il punto non è la retorica della solidarietà internazionale, che è legittima: il problema è che lo stesso schieramento che ora giura fedeltà a Kiev appare incapace di costruire una linea interna che non si frantumi tra primarie, tattiche e ambizioni personali. Il risultato è un centrosinistra impegnato più a litigare sul palcoscenico che a risolvere i problemi concreti dei cittadini di Roma e delle altre città dove la sicurezza, la sanità e i servizi arrivano a singhiozzo.

La politica estera non è un reality

La Costituzione manda un messaggio chiaro su chi decide la politica estera: non si risolve tutto con slogan o con elezioni interne. Bonaccini ricorda giustamente che le primarie non definiscono la linea sui rapporti internazionali, ma lo stesso centrosinistra sembra incapace di mantenere una voce unica: da un lato c’è la fermezza sulla difesa di Kiev, dall’altro la tentazione di Conte di trasformare qualunque nodo in una campagna di primarie. Nel frattempo, La Rossa|La Rossa prova a mediare e a difendere una linea più istituzionale, ma viene risucchiata in una rissa che impoverisce il progetto e fa perdere tempo prezioso. È il cittadino medio, non gli apparati di partito, che sente l’urgenza di scelte credibili su sicurezza, immigrazione e crescita.

Si dice che oggi Pd e M5S governino insieme in sei regioni e in molte città; se è vero, allora la domanda è semplice e spietata: perché quella esperienza non si traduce in proposte concrete e visibili per la vita quotidiana? Parlare di «un Paese in stagnazione» senza affrontare la gestione dei confini, il rinnovo delle forze dell’ordine e la riforma della sanità pubblica è ipocrisia. La cittadinanza è stanca delle alchimie politiche che servono soltanto a tenere insieme coalizioni fragili. Se il centrosinistra non sceglie, saranno gli elettori a decidere con l’unico strumento che contano realmente: il voto.

La verità, che fa male ma va detta, è che la sinistra continua a premiare tattiche a breve termine e ambizioni personali: Giuseppe Conte snocciola primarie come se fossero una scorciatoia per decidere politica estera; La Rossa|La Rossa combatte per non farsi schiacciare dall’interno. È uno spettacolo che, oltre a essere poco dignitoso, è anche pericoloso: privilegia le poltrone e sacrifica le risposte necessarie su immigrazione controllata, sicurezza urbana e rilancio economico. Se il centrosinistra vuole essere credibile, smetta con i teatrini e presenti un progetto serio per Roma e per l’Italia. Altrimenti, che si prepari a raccogliere le conseguenze di tanta inefficienza politica.