Domani, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Governo italiano sarà chiamato a esprimersi sulla risoluzione che chiede la fine del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba. Chiediamo al ministro degli Esteri Antonio Tajani di confermare il tradizionale voto favorevole dell’Italia. Non sarebbe accettabile sacrificare il diritto internazionale e la dignità di un popolo sull’altare dei rapporti con Washington.
Contesto e posizioni
Lo afferma Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale, in occasione della manifestazione tenutasi a Piazza Montecitorio, davanti al Parlamento, nonché di iniziative in altre città italiane contro il blocco.
Da oltre sessant’anni il popolo cubano subisce una politica di coercizione economica che aggrava l’accesso a medicinali, energia, alimenti e beni essenziali. Affermare che si tratti solo di una controversia diplomatica sarebbe errato: le conseguenze ricadono quotidianamente su milioni di persone.
Solidarietà tra i popoli e cooperazione
Barbera richiama l’esempio della pandemia, quando Cuba ha inviato medici in Italia contribuendo a fronteggiare una delle emergenze sanitarie più drammatiche della storia recente. Le relazioni tra i popoli, secondo lui, dovrebbero fondarsi sulla cooperazione anziché sulla coercizione.
Riflessioni sull’UE e sul voto
Il blocco, con i suoi effetti extraterritoriali, penalizza anche imprese e operatori economici europei. L’Italia e l’Unione europea avrebbero motivi politici, giuridici ed economici per opporsi a tali misure. Barbera sottolinea che non si chiede al Governo Meloni di condividere il sistema politico cubano, ma di rispettare il diritto del popolo cubano a decidere autonomamente il proprio futuro.
Prospettive per l’Italia
Barbera chiude invitando Tajani a non trasformare la fedeltà atlantica in obbedienza automatica a Washington: “L’Italia confermi il proprio voto contro il blocco: la solidarietà con Cuba non può essere subordinata agli interessi degli Stati Uniti.”
