Roma, 3 novembre 2026 – Giovanni Barbera, membro della Segreteria nazionale e della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, critica Fratelli d’Italia per le esplosioni segnalate a Roma e mette in discussione il presunto trasferimento del Viminale al Campidoglio, chiedendo chiarimenti sul coordinamento delle forze di polizia.
La dichiarazione di Barbera
Barbera afferma che “Quattro ordigni esplosi in due giorni tra Casal Bruciato, Tor Bella Monaca e Castelverde” rappresentano un escalation. Accusa Fratelli d’Italia di cercare un capro espiatorio anziché chiedere conto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Sottolinea che l’ordine pubblico e il coordinamento delle forze di polizia sono responsabilità del Viminale, non del Campidoglio, e chiede al ministro di riferire urgentemente in Parlamento sulle misure adottate per prevenire nuovi attentati e proteggere cittadini e commercianti.
Contesto e rilievi politici
Barbera ricorda che manifestare è un diritto costituzionale, ma evidenzia che piazzare bombe è un reato. L’esponente PRC critica la gestione governativa delle proteste e invita a rivedere le priorità del Viminale, piuttosto che cercare il ministro dell’Interno nell’ufficio del sindaco, soprattutto di fronte a episodi di violenza nelle periferie romane.
Riflessioni sull’ordine pubblico
Il testo invita a riferire al Parlamento sulle misure di prevenzione e sicurezza necessarie per proteggere cittadini e attività commerciali, senza tralasciare il diritto al dissenso e la necessità di un coordinamento efficace tra istituzioni centrali e locali.
