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ROMA ANTICA Inaugurazione Porto di Ripetta


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ROMA ANTICA Inaugurazione Porto di Ripetta. In occasione della solennità di San Rocco, e delle feste fluviali che si svolgevano ogni anno, il 16 agosto 1704 venne inaugurato il Porto di Ripetta.

ROMA ANTICA INAUGURAZIONE PORTO DI RIPETTA

Il porto Clementino, detto comunemente “di Ripetta” per distinguerlo da quello di Ripa Grande, fu sistemato da papa Clemente XI. In effetti in una delle numerose posterule delle Mura Aureliane, all’altezza della chiesa di San Rocco, si era venuto a formare già dal XIV secolo un piccolo porticciolo abusivo per lo scarico di carbone, legname e vino. Nel 1704 papa Clemente XI approvò la proposta del suo presidente delle strade per la creazione di un sistema di banchine, scalinate e piazzale superiore. Un progetto che prevedeva la sicurezza e la facilità di approdo di un porto unito alla bellezza ed alla gradevolezza di un monumento.

LA REALIZZAZIONE

A realizzare il porto fu l’architetto Alessandro Specchi, che si avvalse della collaborazione di Carlo Fontana e …di un terremoto. Quest’ultimo, avendo fatto crollare un’arcata del Colosseo, agevolò la realizzazione fornendo materiale pregiato come il travertino. La costruzione era caratterizzata da due ampie cordonate curve che dalle banchine salivano al livello stradale con un emiciclo con al centro una graziosa fontana a scogliera sormontata da una stella (stemma araldico della famiglia papale Albani) utile per abbeverare gli animali da soma che arrivavano per le operazioni di trasporto delle mercanzie. In seguito venne aggiunta una lanterna in ferro battuto per facilitare l’approdo notturno delle barche. Ai lati dell’emiciclo vennero collocate due colonne sulle quali erano indicati i vari livelli delle alluvioni avvenute dal 1495 al 1750.

L’INAUGURAZIONE

L’opera venne inaugurata il 16 agosto 1704. Numerosi i nomi con i quali il porto venne identificato: “porto della Legna”, “porto delle Posterule” o “porto degli Acquaroli”. Tutti nomi facilmente ricollegabili all’origine del toponimo. Il porto era riservato al traffico fluviale proveniente dall’alto corso del Tevere, in alternativa a quello di Ripa Grande dove faceva scalo il traffico marittimo. Purtroppo non venne mai tenuto in grande considerazione, tanto che cadde in un deplorevole stato di abbandono. I lavori pesanti che vi si svolgevano e le periodiche alluvioni, unite a una scarsa manutenzione, lo ridussero in uno stato di decadenza. Non bisogna stupirsi quindi se con la costruzione dei muraglioni si accettò il sacrificio di questa grande opera, che venne in parte distrutta e in parte sommersa. Oggi rimangono solamente l’antica fontana detta “Clementina” o “dei Navigatori” che ornava l’emiciclo e le due colonne con i segni che indicano l’altezza raggiunta dalle alluvioni del Tevere, con tanto di data e nome del pontefice regnante.

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