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Cronaca

ROMA Monteverde Marijuana in casa: padre e figlio coltivatori diretti

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ROMA Monteverde Marijuana in casa. Un cinquantaquattrenne romano, agronomo di professione, è stato arrestato dai carabinieri della stazione Garbatella.

ROMA Monteverde Marijuana in casa. L’accusa è coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Coinvolto nell’attività anche il dell’uomo, sedici anni, denunciato a piede libero. Il minorenne stava apprendendo le tecniche più raffinate per far crescere rigogliose piante di canapa indiana. A tradire i due sono state le dosi di marijuana trovate dai militari nelle tasche del ragazzo. Mentre il giovane si stava aggirando con aria sospetta è stato fermato e controllato poco distante dalla sua abitazione in via Ludovico di Monreale.

I CONTROLLI

Durante il controllo effettuato dagli agenti in casa del sedicenne, dove è stato trovato anche il , sono state rinvenute decine di dosi di hashish, un coltello intriso di sostanza e un bilancino di precisione nascosti nella cameretta del figlio, 29 piante di marijuana alte oltre 1 metro e 20 centimetri posizionate ordinatamente in vasi sul balcone dell’abitazione e 80 grammi di marijuana occultati nello studio dell’agronomo. La droga è stata sequestrata. Per il cinquantaquattrenne sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Cronaca

ROMA Bimba di 10 anni muore dopo operazione all’orecchio: condannati 2 anestesisti

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La bambina era morta nel marzo del 2014 a seguito di un’operazione all’orecchio.

Si è concluso il processo legato alla morte della bimba di 10 anni che nel 2014 era stata sottoposta presso la clinica Villa Mafalda ad un’operazione all’orecchio considerata di routine. Sono stati condannati a 2 anni di reclusione i due anestesisti con l’accusa di omicidio colposo, poiché per l’accusa si sarebbero allontanati dalla sala operatoria dopo aver somministrato l’anestesia. La pena è sospesa in quanto subordinata al pagamento di una provvisionale di  550mila euro da destinare ai familiari che si sono costituiti parte civile. Assolti dal giudice il chirurgo, un suo collaboratore e la direttrice sanitaria della struttura perché “il fatto non sussiste”.

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