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Cronaca

Stop della Raggi a Mcdonald’s a Caracalla, il Municipio risponde

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Stop della Raggi a Mcdonald’s a Caracalla in quanto la sindaca vorrebbe proteggere l’area. Il I risponde alla prima cittadina di .

Stop della Raggi a Mcdonald’s a Caracalla: sarebbe questa l’idea del di Roma. Il condizionale è d’obbligo visto che non è stata ancora formalizzata una comunicazione ufficiale. La Sindaca Virginia Raggi avrebbe chiesto agli uffici competenti di predisporre una comunicazione indirizzata Municipio I in cui si richiede la sospensione del progetto esecutivo per la realizzazione di un Mcdonald’s vicino alle Terme di Caracalla, nel centro storico di Roma. L’amministrazione sarebbe all’oscuro del progetto e teme rischi per l’area vincolata.

LA RIPOSTA DEL MUNICIPIO I

“Ben venga che si apra una discussione in citta’ su come riqualificare i luoghi e quelle strutture commerciali che non ce la fanno ad andare avanti. Lo stesso vale per i cinema come per i vivai che hanno la necessita’ di riconvertisti. Il municipio non ha possibilita’ di sospendere i progetti che stanno nell’alveo delle leggi regionali o nazionali”. Lo ha detto la presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, in merito alla richiesta della sindaca Virginia Raggi agli uffici competenti di predisporre una comunicazione ufficiale per il Municipio I in cui si chiede la sospensione del progetto per la realizzazione di un Mcdonald’s vicino alle Terme di Caracalla.

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Cronaca

ROMA Bimba di 10 anni muore dopo operazione all’orecchio: condannati 2 anestesisti

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La bambina era morta nel marzo del 2014 a seguito di un’operazione all’orecchio.

Si è concluso il processo legato alla morte della bimba di 10 anni che nel 2014 era stata sottoposta presso la clinica Villa Mafalda ad un’operazione all’orecchio considerata di routine. Sono stati condannati a 2 anni di reclusione i due anestesisti con l’accusa di omicidio colposo, poiché per l’accusa si sarebbero allontanati dalla sala operatoria dopo aver somministrato l’anestesia. La pena è sospesa in quanto subordinata al pagamento di una provvisionale di  550mila euro da destinare ai familiari che si sono costituiti parte civile. Assolti dal giudice il chirurgo, un suo collaboratore e la direttrice sanitaria della struttura perché “il fatto non sussiste”.

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