ALITALIA Nuovo prestito di 450 milioni

Presto via libera al prestito ponte da 450 milioni di euro prima del bando di vendita-bis di Alitalia. Ma sembra che sarà un decreto a hoc e non un emendamento a sbloccare l’intervento aggiuntivo dello Stato per sostenere l’operatività di Alitalia dopo quello precedente di 900 milioni.

Un decreto da approvare oggi o al massimo giovedì in Consiglio dei ministri. Le risorse in più garantiranno almeno sei mesi di tranquillità per le casse della società che a ottobre aveva 315 milioni di liquidità. L’obiettivo resta imboccare la nuova rotta al più presto, nelle prossime settimane, possibilmente entro l’anno. Sarà il nuovo bando allo studio per la compagnia aerea a definire il nuovo mandato-lampo dei commissari Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo. Il bando è atteso entro un paio di settimane,Si tratta di consentire ai professionisti di mettere in vendita la compagnia anche secondo uno schema variabile.

Resta la priorità di vendere la compagnia per intero, ma si chiederà ai possibili partner di avanzare opzioni alternative. Magari che tengano insieme due business come la manutenzione e il volo. Lasciando quindi la porta aperta all’investimento da parte di soggetti diversi per la parte handling. Nessuno spezzatino ma uno spacchettamento del business, magari sotto una Newco con azionisti diversi. Per quanto riguarda la ristrutturazione sembra che non saranno i commissari a mettere la compagnia a misura di acquirente mettendo in campo i tagli attesi dai possibili partner, a partire da quelli chiesti da Lufthansa.

Gli acquirenti dovranno presentare un progetto industriale, che può passare anche dalle definizione del perimetro, tra attività ed esuberi, delle tre divisioni di business. La parte aviation (6.500 addetti tra piloti e assistenti di volo), che interessa a Lufthansa e che difficilmente potrà essere divisa dalla parte manutenzione (2.000 addetti). E poi la divisione handling, l’assistenza a terra (3.000 persone). Così si spiega anche l’ipotesi della costruzione di una Newco che tenga insieme il gruppo, lasciando aperta la strada a investitori diversi. Potrebbe tornare in campo la cordata Fs-Delta con il sostegno del Mef.

Senza escludere un ritorno sulla scena di Atlantia, con il suo interesse all’handling, attraverso la controllata Aeroporti di Roma. L’ipotesi più probabile è che il nuovo schema di bando possa andare incontro all’interesse di Lufthansa. Mentre il controllo italiano sarebbe nelle mani di Fs e Mef. Qualunque scenario ipotizza degli esuberi da gestire con un mix di strumenti, dalla cassa integrazione all’intervento di società controllate da Cdp come Invitalia per ridurre il peso dei tagli. Lo scenario tedesco sembra avere per ora il vantaggio di garantire un’alleanza internazionale capace di assicurare anche lo sviluppo delle rotte verso gli Usa. Cosa non praticabile con Delta.

Non solo. Lufthansa potrebbe mettere a disposizione di Alitalia le opzioni necessarie per allargare il leasing su aerei Airbus. A oggi la compagnia italiana dispone soltanto di ventitré aerei di lungo raggio. I tedeschi potrebbero farlo da subito se ci fosse la prospettiva di un accordo per l’ingresso nel capitale di Alitalia. Anche nello scenario tedesco rimangono molti nodi da chiarire. Oltre al perimetro degli esuberi, visto che i tedeschi immaginano un’eccedenza di almeno 3.500 lavoratori, toccherà ai commissari avere le garanzie necessarie sul mercato italiano. La nuova Alitalia oltre a spingere i voli verso Germania e Usa, come vorrebbe Lufthansa, non può certo dimenticare i collegamenti verso il Sud e le isole.

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