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Cronaca

ROMA Picchia e minaccia la compagna poi le chiede 20mila euro: romeno in manette

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Picchia e minaccia la compagna poi le chiede 20mila euro: romeno in manette.

ROMA Picchia e minaccia la compagna poi le chiede 20mila euro. Le violenze, assidue, ai danni della donna, avvenute anche in presenza della figlia minorenne, sono andate avanti da marzo a novembre scorso. Alla fine l’assurda richiesta di denaro, per chiudere la loro relazione definitivamente e lasciarla in pace. Protagonista della vicenda un 32enne, cittadino romeno con precedenti, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina. I militari hanno così eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma. L’uomo è accusato di , lesioni, atti persecutori e .

Il provvedimento cautelare è arrivato al termine delle indagini avviate dai Carabinieri a seguito della denuncia presentata dalla vittima. 35enne romena, la donna ha raccontato delle continue vessazioni subite: dalle percosse, anche in presenza della figlia 17enne, alle minacce di morte, fino all’inspiegabile richiesta di denaro contante per porre fine all’incubo.

Intervenuti ieri sera presso l’abitazione dei connazionali, in via Anagni, i Carabinieri hanno qui rintracciato l’uomo.

Dopo averlo arrestato, lo hanno condotto nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

INTANTO NUOVI DETTAGLI SULL’INCIDENTE DI STANOTTE A PONTE MILVIO

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Cronaca

ROMA Bimba di 10 anni muore dopo operazione all’orecchio: condannati 2 anestesisti

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La bambina era morta nel marzo del 2014 a seguito di un’operazione all’orecchio.

Si è concluso il processo legato alla morte della bimba di 10 anni che nel 2014 era stata sottoposta presso la clinica Villa Mafalda ad un’operazione all’orecchio considerata di routine. Sono stati condannati a 2 anni di reclusione i due anestesisti con l’accusa di omicidio colposo, poiché per l’accusa si sarebbero allontanati dalla sala operatoria dopo aver somministrato l’anestesia. La pena è sospesa in quanto subordinata al pagamento di una provvisionale di  550mila euro da destinare ai familiari che si sono costituiti parte civile. Assolti dal giudice il chirurgo, un suo collaboratore e la direttrice sanitaria della struttura perché “il fatto non sussiste”.

ROMA, SGARBI SI CANDIDA SINDACO

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