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Politica

CORONAVIRUS Renzi vuole un super commissario​

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è sempre impegnato su più fronti. Quello sanitario per salvaguardare i posti in terapia intensiva. Economico con i mercati finanziari a picco, lo spread alle stelle e le previsioni sulla crescita industriale. Ma inoltre c’è anche un fronte interno che lo contrappone all’opposizione e a parti della maggioranza. Matteo infatti vuole un (Guido Bertolaso) che sappia dirigere le operazioni.

Per Renzi la gestione di Conte è viziata da qualche errore di troppo e quindi c’è bisogno di un super commissario. Contraria parte di Liberi e Uguali, così come Articolo 1. Nel PD la linea è quella del silenzio ma c’è chi si dice possibilista. Le perplessità nascono dai rapporti tra il premier e le Regioni. Per questo il ministro Francesco Boccia, responsabile dei rapporti con il Parlamento, si è trasferito alla Protezione Civile per presenziare alla quotidiana riunione in videoconferenza con i presidenti di Regione. Quella di un commissario straordinario è una idea sostenuta anche dalle opposizioni.

Conte ha ricevuto a Palazzo Chigi Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Il leader della Lega al termine dell’incontro riferisce di un ‘No’ secco di Conte alla proposta di inasprire ulteriormente le misure sanitarie. Il premier ribatte di essere pronto, se ce ne fosse bisogno, a rivedere le norme emanate ieri. Il fronte più caldo è quello europeo. Il governo dovrà battagliare per vedersi riconosciuto un margine di flessibilità tale da permettere al tessuto industriale, a famiglie e lavoratori, di resistere all’impatto sull’economia. Domani il Parlamento voterà la proposta di sforamento dei parametri europei sul deficit.

Poi dipenderà da Bruxelles: il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, conta di assicurare circa 10 miliardi di euro da investire in aiuti alle imprese e in ammortizzatori sociali per i lavoratori. Per l’opposizione, con Salvini in testa, non basta: “Ne servirebbero cento di miliardi”. Dai vertici europei arrivano rassicurazioni che l’Unione sosterrà l’Italia. Dalla telefonata tra il presidente del Consiglio e la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen è emersa “piena condivisione” sulla necessità di un “rafforzato coordinamento europeo e interventi di tipo economico e regolamentare da approfondire”. Bruxelles non è in condizione di garantire, oggi, la portata degli aiuti all’Italia. L’epidemia si sta allargando ad altri Paesi ed è difficile prevedere oggi quale sarà l’impatto del su Francia, Spagna o Germania.

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DECRETO RISTORI – Unsic fa luce sulle categorie escluse dal provvedimento

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DECRETO RISTORI – Sono attualmente tre, e potrebbero essere quattro a gennaio, i pacchetti di provvedimenti che interessano milioni di imprese e lavoratori colpiti dall’emergenza Covid

A fare chiarezza in merito ai tre decreti (n. 137 del 28 ottobre, n. 149 del 9 novembre e n. 154 del 23 novembre) sono gli esperti dell’Unsic, organizzazione datoriale con oltre tremila uffici in tutta Italia, tra Caf, Patronati e Caa.

Di seguito una sintesi dei tre provvedimenti:

– il primo prevede bonus una tantum da mille euro per i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo e indennità da 800 euro per i lavoratori del settore sportivo; due nuove mensilità di Reddito di emergenza; proroghe di 6 settimane per Cigo, Cigd e Ao alle imprese colpite da limitazioni di attività che abbiano esaurito le settimane di cassa integrazione, proroga di cassa integrazione e indennità speciali per il turismo, cassa integrazione gratuita alla riduzione del fatturato del 20%, aliquota contributiva differenziata per imprese con calo del fatturato inferiore al 20%; esonero contributivo al 50% per imprese con riduzione del fatturato inferiore al 20% e totale per imprese con perdita di fatturato pari o superiore al 20% (la decontribuzione è per un quadrimestre entro il 31 maggio 2021). Infine contributi a fondo perduto e fondi di sostegno ad imprese colpite dalle restrizioni, erogati in automatico a chi avesse fatto domanda per aiuti precedenti, o su nuova domanda. Tra le altre categorie sostenute: agenzie di viaggio, fiere e congressi, editoria, alberghi e terme. Altre misure: credito d’imposta sugli affetti, cancellazione seconda rata Imu, semplificazione procedure di deposito atti, collegamento da remoto alle udienze;

– Nel secondo decreto sono previsti bonus per le spese di baby sitter; indennizzo per congedi straordinari in casi di impossibilità di smart workingampliamento dei contributi a fondo perduto e delle decontribuzioni per settori non previsti dal decreto precedente (tipo agricoltura, pesca, terzo settore). Tra le misure fiscali, rinvio del secondo acconto Ires e Irap, sospensione versamenti Iva, secondo una grande varietà di casi;

– il terzo aumenta le disponibilità finanziarie dei diversi fondi, integrando anche i negozi di calzature;

– il quarto, secondo le prime indiscrezioni, potrebbe estendere gli indennizzi già previsti a favore delle attività colpite a tutte le aziende e le partite Iva che hanno subito perdite di fatturato consistenti.

L’Unsic, pur valutando positivamente gli interventi, rileva tra i beneficiari l’inspiegabile “dimenticanza” delle seguenti categorie:

1) agenti di commercio (inquadramento Enasarco), ignorati forse per un equivoco con i venditori a domicilio, invece coperti;

2) partite Iva iscritte alla gestione separata e “generiche”, quasi sempre non coperte;

3) fioristi;

4) alcuni settori dell’agricoltura;

5) collaboratori domestici.

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