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Cinema

RECENSIONE Anime Devilman Crybaby a cura di Tommaso Bucciarelli

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RECENSIONE Anime Devilman Crybaby


RECENSIONE Anime Devilman Crybaby – Per tutti gli amanti degli anime, proponiamo questo titolo con la recensione a cura di Tommaso Bucciarelli

RECENSIONE Anime Devilman Crybaby

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Recluso in casa come tutti, ho la fantasia che viaggia rincorrendo quelle ipotesi di crescita umana, e non ho potuto fare a meno di vedere la serie anime che dal nome contrasta le mie speranze: Devilman Crybaby.

Tratto dall’omonimo manga, è un anime horror e splatter pubblicato nel 2018 da Netflix con episodi da 25 minuti, sotto la regia di Masaaky Yuasa, ripreso dal soggetto di Gò Nagai, ed i personaggi principali sono Akira Fudò (doppiato da Jacopo Calatroni), Ryo Asuka (doppiato da Dario Sansalone) e Megumi Makamura (doppiata da Ludovica De Caro).

Non è il proseguo dell’omonimo anime del 1972, anch’esso tratto dal manga.

Ci si trova nel presente del Giappone, ed un atleta giovane e famoso, quando si trova in solitaria in un alto piano di un grattacielo, viene criticato dal suo agente, e lui gli si avvicina e lo uccide distruggendolo smembrandolo fisicamente.

Akira è un ragazzo maltrattato, non mostra talento in nulla, e vive da anni a casa di amici dei genitori perché i suoi viaggiano sempre per lavoro, e coloro che lo ospitano hanno due figli, una è Magu, ragazza che affascina tutti perché è bella e ha un lato sportivo vincente, l’altro e un ragazzino a cui piacciono gli anime, e vede spesso Devilman.

Quando Akira è preso d’assalto da suoi coetanei, compare non a lontana distanza Ryo, suo amico d’infanzia, che vestito con giacca lunga e bianca nonostante sia estate, grida a con allegria ad Akira di raggiungerlo, e i giovani delinquenti lo minacciano; lui tira fuori un mitra e spara loro per intimorirli senza colpirli, poi irridendoli e allontanandosi col suo amico.

Ryo svela ad Akira che esistono i demoni, che si insinuano nell’essere umano appropriandosi del loro corpo, proprio per vivere come degli umani attaccandoli senza farsi scoprire, e che l’unico modo per riuscire a batterli è farne entrare uno dentro se stessi, ma bisogna avere il potere che solo lui ha, per renderlo prigioniero e sfruttare la la sua forza. Gli dice che molte delle notizie strane del passato, quelle anche dette leggende, hanno un ché di vero quando parlano di creature soprannaturali, che erano demoni.

Loro non hanno cuore, e vogliono solo divertirsi facendo sesso e uccidere gli umani.

Lo dirige ad un loro incontro in una discoteca chiamato Saba, ove ci sono demoni che appaiono umani e umani inconsapevoli. Lo avverte che se entrerà prenderà un compito rischioso, che solo lui, col suo potere, può attuare.

Decide di entrare, e vede umani che ballano, si drogano e fanno sesso senza ritegno. Ryo grida che i demoni escono fuori col sangue, e con una lama inizia a sfregiare uccidendoli diversi ragazzi. Un demone si trasforma e lo sta per attaccarlo, ma il potere di Akira prende forma con la rabbia, e si trasforma nel non uomo né demone, un Devilman.

Quando avevo notato il nome di questo anime, avevo subito voluto vedere la prima puntata, poiché in infanzia conoscevo bene il primo anime, e volevo vedere se era un proseguimento o un rifacimento. Nel primo episodio, vedo che a parte i nomi e le basi della storia, è tutto più veloce, con colori accesissimi e scene splatter e di sesso esageratamente esplicite a differenza di quello che conosco, cosicché non proseguo. Pochi gironi fa ho voluto vedere tutta la serie, ed ho capito che quello che vedevo io, era un rifacimento leggero e con caratteristiche più occidentali, e il manga era veloce e diretto come questo, ed è in questo che, andando aventi, se ne comprende realmente la storie.

Il termine realmente in questo anime è inappropriato, visto che è un estremo horror splatter, ma ci sono messaggi che possono essere interpretati solo soggettivamente su alcune delle frasi che vengono ascoltate, inoltre nascono domande a cui non risponde l’opera, ma potrai solo farlo con la tua fantasia.

Devilman, quello pubblicato nel 1983 in Italia e nel 1972 in Giappone, fu ed è considerato ancora oggi uno dei primi anime che lanciò il Giappone, all’estero e dagli appassionati italiani viene considerato con importanza pari a Mazinger Z, ma qua ne venne bloccata la distribuzione nel 1994 per la violenza delle parole.

In Crybaby è tutto violento, tutto forte, perché il più forte vince.

Accade anche quello che non ti aspetti, e se lo vedi di sera, tieniti a distanza dallo schermo.

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